Serate d'invernoLe Classiche

Serate d’inverno

Prefazione di Clotilde Barbarulli e Luciana Brandi

Serate d'inverno

Alcuni dei racconti più piacevoli della più acuta, intelligente, ironica scrittrice italiana tra Otto e Novecento. Una raccolta che dà modo di conoscere più a fondo un’autrice da annoverare tra le classiche della nostra letteratura.
La Marchesa Colombi, fin dalla prefazione di questi racconti incrina lo stereotipo della “poesia del focolare“, ironizzando sull’incubo di quelle “lunghe, lunghe” serate di famiglia “intorno al focolare domestico” e propone i suoi “poveri raccontini” per il diletto di quelle persone – soprattutto donne – destinate ad affrontare le eterne serate fatte di “noia profonda” e di “solitudine”. Dalle scansioni fantastiche alla Tarchetti, all’ironia, all’indagine psicologica su personaggi femminili alla ricerca di uno spazio fra le maglie strette delle norme, la scrittrice offre una varietà di racconti che possano aprire le menti delle giovani a vari livelli di lettura ed a diversi interrogativi, portando alla luce la prosaica realtà delle stesse serate familiari che solo l’immensa “lontananza a cui le ha respinte il tempo” può avvolgere in un alone romantico.
Confessioni di un ragazzo perbeneConfessioni

Confessioni di un ragazzo perbene

Confessioni di un ragazzo perbene

Michele è un trentenne che viene licenziato il giorno stesso in cui apprende del suicidio di uno dei suoi migliori amici.

Incaricato dagli altri tre amici di organizzare il funerale, Michele si troverà a vivere situazioni al limite del paradossale. Si innamorerà del bel becchino che cerca di rimorchiarlo per telefono, si ritroverà come eredità la casa di Francesco (l’amico suicida) da dividere con Paolo, l’amico col quale vive un rapporto conflittuale, Luca, il carattere più docile del gruppo, e Donatello, il ribelle che per vivere si prostituisce.

Come se non bastasse dovrà fare i conti con la famiglia biologica, che non perde occasione per ricordargli il legame di sangue e il suo ruolo all’interno della famiglia, e con la sua terribile nipote, incuriosita e affascinata dall’omosessualità dello zio.

Michele si nasconde spesso nel suo mondo di fantasia in cui può essere padre di una bellissima bambina immaginaria. Ma le cose si complicano con l’arrivo di un misterioso ragazzo dal volto deturpato e di una ragazza che porta con sé una grande sorpresa.

 Informazioni aggiuntive

  • anno : 2011
  • numero collana: Iride, 2
  • pagine: 206
  • ISBN: 978-88-86780-81-0
  • prezzo: € 12,00
Il tramonto d'un idealeLe Classiche

Il tramonto d’un ideale

Prefazione di Clotilde Barbarulli e Luciana Brandi

La più acuta, intelligente, ironica scrittrice italiana tra Otto e Novecento. Un’autrice e un romanzo da annoverare tra i classici della nostra letteratura. 

 La seconda edizione dei Promessi sposi è il libro che accompagna tutta la storia di Rachele, Giovanni e la Matta. Si tratta di un riferimento esplicito fatto non per adesione, ma per dissacrazione: non c’è nel romanzo un disegno divino, una provvidenza; non c’è alcuna consolazione, né per la Matta, né per Rachele. È il caso che interviene a scompigliare i destini dei protagonisti e a favorire l’emergere del narcisismo di Giovanni e quindi le sue diverse e calcolate scelte rispetto all’ìdillio iniziale. L’ironia si esercita nello sconvolgere quel livello letterario che la scrittura stessa tende a costruire, nel tratteggiare un amore tutto idealizzato secondo i canoni, che non può entrare in comunicazione alcuna né con i gemiti della Matta, né con il dolore silenzioso di Rachele. Giovanni ha gli occhi ciecamente puntati sulla propria immagine e la persona amata o non esiste concretamente o esiste troppo, come specchio delle sue fantasticherie.

Emanuela CavallaroMarchesa Colombi

Emanuela Cavallaro

Emanuela Cavallaro

Emanuela Cavallaro è nata a Bologna nel 1970. Ha studiato Lingue e Letterature Straniere all’Università di Bologna e alla Ruhr-Universität di Bochum, specializzandosi in Germanistica.
Alterna l’attività di traduzione con l’insegnamento dell’Italiano, per cui ha anche co-redatto alcuni libri di testo. Per Luciana Tufani ha tradotto Simona Ryser, Ruth Schweikert, Friederike Kretzen e Aglaja Veteranyi.

Giannina MilliGiannina Milli

Giannina Milli

Nata a Teramo nel 1825, di ingegno precoce e facile memoria, improvvisava versi già a cinque anni. Il re di Napoli volle conoscerla e si impegnò a farla studiare in un collegio femminile. Non si applicò allo studio, lesse molto da sola e si affidò ad un maestro di canto. Più tardi si pose sotto la guida dell’improvvisatore novarese Regaldi che la incoraggiò.

Diede la sua prima accademica il 24 giugno 1847 e fu un trionfo; da allora continuò ad improvvisare in molte città italiane.

Trascinata dal suo amore patrio ebbe a cuore la causa unitaria nazionale, per questo i suoi versi furono vietati e fu minacciata di prigionia. Dopo la prima guerra di indipendenza riprese a girare l’Italia, considerata ormai la più grande poetessa improvvisatrice italiana e nel 1859 a Milano fu ricevuta dal Manzoni.

Nel 1865, tramite la giovane americana Francesca Alexander, che frequentava il suo salotto, volle conoscere Beatrice, la poetessa pastora che incontrò all’Abetone.

Aveva stabilito la sua residenza a Firenze dove abitava con la famiglia (madre, sorella e fratello) dietro la chiesa di S. Lorenzo. Il suo salotto era centro intellettuale frequentato da A. Vannucci, G. Giuliani, P. Villari. Fu amica della contessa Maffei che la considerava sua figlia diletta e con lei mantenne una lunga corrispondenza.

Nel 1860, per interessamento di alcune signore di varie città italiane che raccolsero un capitale da assegnare alla più meritevole tra le donne italiane, le fu decretata una pensione annua che, in seguito, da lei prese nome e continuò ad essere assegnata a donne benemerite nelle lettere.

Nel 1865 il ministro della pubblica istruzione la nominò ispettrice nelle scuole normali ed elementari di Livorno, poi a Napoli e nelle Puglie. Nel 1872 fu chiamata a dirigere la scuola normale magistrale a Roma.

Furono fatte edizioni diverse delle sue Poesie estemporanee, pubblicate in varie città d’Italia tra gli anni 1852 e 1867.
Nel 1876 sposò Ferdinando Cassone e con lui, provveditore agli studi, si trasferì a Caserta.
Morì l’8 ottobre 1888.

La Marchesa ColombiMarchesa Colombi

La Marchesa Colombi

La Marchesa ColombiLa Marchesa Colombi, pseudonimo di Maria Antonietta Torriani, nasce a Novara nel 1840 e, con la morte precoce del padre, viene mandata in collegio, tornando in famiglia quando la madre si risposa e la situazione economica migliora. Alla morte del patrigno (1865), può disporre di un lascito, così, dopo aver conseguito il diploma magistrale nel 1866 e insegnato nelle scuole elementari della Bassa novarese, riesce a trasferirsi a Milano, dove collabora a periodici e riviste e svolge attività politica con la femminista e socialista Anna Maria Mozzoni. Si impegna così per una nuova educazione femminile insegnando letteratura in un liceo, ed accompagna la stessa Mozzoni in un giro di conferenze in varie città (1871). Dopo alcuni intrecci d’amore, anche con Carducci, sposa nel 1875 Eugenio Torrelli Viollier e nel 1876 fonda con lui il «Corriere della sera» collaborandovi assiduamente. Dall’attività giornalistica, alle traduzioni, ai libretti per melodrammi, all’impiego narrativo, l’attività è ampia e articolata.
Dopo il suicidio della nipote Eva, che considerava una figlia, e la separazione dal marito, si trasferisce verso il 1900 a Torino (Cumiana) e, ritiratasi dalla scena mondana per godere la “quiete”, la compagnia di amici e qualche viaggio, muore nel 1920.

Opere

Il carnovale d’un capitano, Milano, Tip. Lombarda, 1873
La gente per bene. Leggi di convenienza sociale, (1877, 1° ed.) Milano, Galli 1892 (18° ed. con l’aggiunta di 2 capitoli)
Scene nuziali, Torino, Roux e Pavale, 1877
Tempesta e bonaccia. Romanzo senza eroi, Milano, Brigola, 1877
In risaia. Racconto di Natale, Milano, Treves, 1878
Racconti di Natale, Milano, Carrara, 1878
Piccole cause, Milano, Tip. Lombarda, 1879
Serate d’inverno, (1879 1° ed.), Sesto San Giovanni (Mi), Madella, 1914
La cartella n.4, Cesena, Gargano, 1880
Dopo il caffè, Bologna, Zanichelli, 1880 (2° ed.)
Troppo tardi, Cesena, Gargano, 1880
Prima morire, Napoli, Morano, 1881
Il tramonto d’un ideale (1883, 1° ed.), Milano, Chiesa-Omodei-Guindani, 1896
Senz’amore, Milano, Brigola, 1883
Dal vero. Racconti per bambini, Milano, Hoepli, 1884
I bambini per bene a casa e a scuola, Milano, Hoepli, 1884
La festa di Mia. Chi va piano, va sano, Milano, Carrara, 1885
Le mele dei vicini, Milano, Carrara, 1885
Chi era la Rosa, Milano, Carrara, 1885
Un triste Natale, Milano, Carrara, 1885
Un matrimonio in provincia, Milano, Galli, 1885
Raccontini e commediole, Milano, Hoepli, 1887
I ragazzi d’una volta e i ragazzi d’adesso, Milano, Galli 1888 (2° ed.)
Una clessidra, Milano, Carrara, 1889
Lungo la vita. Versi, Milano, Galli, 1891
Bene, pei cari piccolini, Milano, Galli, 1891
La beneficenza della Gemma, Milano, Carrara, 1893
Giornate piovose, Milano, Hoepli, 1894 (2° ed. rifatta)
Cara speranza, Milano, Chiesa-Omodei-Guindani, 1896
Addio, mia bella addio!, Milano, Carrara, 1896
Mangascià, Palermo, Sandron, 1898 (cit. dalla critica ma non reperibile nei repertori)
Dopo la tempesta l’arcobaleno: racconto, Palermo, Sandron, 1898
Umani errori: racconto, Palermo, Sandron, 1899
Il maestro: racconto, Palermo, Sandron, 1899
La voce delle cose, Palermo, Sandron, 1900 (cit. dalla critica ma non reperibile nei repertori)
Il piccolo eroe, Palermo, Sandron, 1900
Racconti popolari, Milano, Carrara, 1900
Il bimbo della Pia, Milano, Carrara, 1900
Le gioie degli altri, Torino-Roma-Napoli, Paravia, 1900

Coautrice

La creola. Melodramma in 3 atti, Milano, Ricordi, 1880 (in collaborazione con Eugenio Torelli-Violler)

Traduzioni

L’età del marito, libera traduzione da Rhoda Broughton, Milano, Brigola, 1881
La vita in famiglia, libera traduzione da Zénaïde Fleuriot, Cesena, Gargano, 1881
Il violino di Cremona, traduzione da François Coppée, musica di Giulio Litta, Milano, Ricordi, 1882
I più cari bambini del mondo, libera traduzione da un romanzo inglese, Milano, Trevisini, 1894 (4° ed.)

(a cura di Clotilde Barbarulli)

Edizioni Tufani:

della Marchesa Colombi: Il Tramonto d’un ideale, Serate d’inverno 
sulla Marchesa Colombi: L’arma di cristallo