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 Maria Mercè Marçal

Maria Mercè Marçal

Maria Mercè Marçal (1952-1998), autrice di lingua catalana, è nota soprattutto per la sua produzione poetica che comprende Cau de llunes (1973-76), Bruixa de dol (1977-79), Sal oberta e Escares (1980-82), Terra de Mai (1982), La germana, l'estrangera (1981-84; l'edizione 1985 include anche Terra de Mai), Desglaç (1984-85). Le sei raccolte sono state poi riunite in un unico volume, Lllengua abolida, nel 1989. Nel 2000 è uscita postuma la raccolta Raó del cos e nel 2001 l'antologia Contraban de llum (2001). Nel 1994 Maria Mercè Marçal ha pubblicato il suo unico romanzo, La passió segons Renée Vivien, che è stato accolto con grande apprezzamento e ha vinto i più importanti premi letterari. La passione secondo Renée Vivien è stata tradotta e pubblicata in Italia dalla nostra casa editrice nel 2007, contemporaneamente a Disgelo-Desglaç. Da qualche anno, ad opera della figlia e della compagna Fina Birulés, è nata a Barcellona la Fondazione Maria Mercè Marçal.

 

 

Covava l'ou de la morta blanca testo di Maria-Mercè Marçal, cantata da Sílvia Pérez Cruz

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Sabato, 30 Settembre 2017 12:02

Marçal Maria Mercè

Martedì, 23 Giugno 2009 09:36

Disgelo - Desglaç

Traduzione e cura Maria Pertile

Nell'incipit del suo primo libro, Cau de llunes, Maria Mercè Marçal ringraziava la sorte di tre doni: essere nata donna, di classe sociale umile e di nazione oppressa. Tre doni che la scrittrice rivendicava e che ispireranno sia la sua produzione poetica e letteraria che la sua azione di promozione della cultura e della lingua catalana.

Maria Mercè Marçal è tra le voci più potenti della poesia catalana del secondo Novecento. Desglaç-Disgelo, l'ultimo suo libro di versi (pubblicato sia da solo che nel volume Llengua abolida di cui costituisce la sesta parte), è il testamento poetico dell'autrice e contiene la ricapitolazione della sua esperienza umana. Due sono i motivi che provocano il "disgelo" e due i temi della raccolta: la morte del padre e l'amore per la donna, fina amor, a cui viene offerta in dono e dedicata la raccolta stessa.

Venerdì, 29 Maggio 2009 09:43

La passione secondo Renée Vivien

Traduzione e postfazione di Brunella Servidei 

 

Renée Vivien - poeta, ribelle, Saffo '900 - viene prendendo corpo attraverso la visione che hanno altri di lei, o forse sarebbe meglio dire: che danno di lei. La sceneggiatrice Sara T. ne segue le tracce a Parigi, nelle biblioteche e nei musei. Il quadro che ne esce è di una poeta femminista ante-litteram, di una sensibilità estrema, che visse alla mercé della passione per Natalie Clifford-Barney, detta l'amazzone. Vita e letteratura si mescolano in Renée Vivien.


 "Se qualcuno parla di me, senza dubbio mentirà" ha scritto Renée Vivien. Sara T., che sta scrivendo la sceneggiatura di un film sulla poeta, vuole evitare questo rischio. "Renée è stata uno di quei personaggi mitici che funzionano come uno schermo: tutti vi proiettano il proprio immaginario" dice, "ho voluto contrastare questa tendenza accedendo alla maggior complessità possibile di dati biografici e ambientali. Ed è un pozzo senza fondo". Così le è chiaro solo l'inizio del film: "Inizierà con la morte di Renée. In un ambiente tenebroso, gotico: l'appartamento tutto tappezzato di blu scuro, con le vetrate violette e la notte tempestosa che, già da soli, rendono il tono - e non invento niente. Renée morì circondata di gente e le si attribuiscono un mucchio di ultime parole. Tutte cariche di senso. Sembra che in questo caso tutti quanti sentirono ciò che volevano sentire. Da una professione di fede assoluta del suo cattolicesimo da ultim'ora, passando per un'affermazione estrema del suo amore per Natalie, proseguendo con una difesa a oltranza del suo mestiere letterario, fino a uno struggente "maledico mia madre" che a me, personalmente, sembra più attraente degli altri, però altamente improbabile. Con che criterio scegliere?"
 
 

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