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Giuliana Pistoso

Giuliana Pistoso

Giuliana Bonardi Pistoso (1923 - 2005), è nata e vissuta a Verona; ha collaborato a lungo con alcuni settimanali Rizzoli, poi con una collana di studi storici Mondadori pubblicando diversi testi: Grandi regine, Donne qualunque nel tempo, Robespierre, la coscienza della Rivoluzione, La Comune di Parigi e altri ancora. Nel 1983 ha fondato la rivista di studi epigrafici e linguistici sul Vicino Oriente Antico "SEL", diventata uno dei periodici scientifici di maggior prestigio internazionale. Sempre nel 1983 ha scritto e pubblicato le Confessioni di una piccola italiana. Per la sua casa editrice, la Essedue, ha diretto in particolare una collana di scrittura femminile dalle scelte sempre raffinate e spesso anticipatrici, ne sono esempio i racconti di Elizabeth Bowen, le poesie e i diari di Gertrud Kolmar, le Lettere d'amore di Mary Wollstonecraft, L'infinito singolare di Patrizia Violi. Nel 1994 ha scritto la pièce teatrale Un uomo chiamato Robespierre. Con le edizioni Tufani ha già pubblicato la raccolta di racconti Storie inquiete e disorientate (1996), seguito ideale delle Confessioni di una piccola italiana.

Sabato, 30 Settembre 2017 12:14

Pistoso Giuliana

Martedì, 23 Giugno 2009 08:40

Erodiade e Gesù

I riti misterici, antiche forme di culto, nate nel medio e vicino Oriente, fiorite poi in tutto l'Impero romano, e un riesame secondo una sua personale chiave di lettura dei Libri Storici dell'Antico Testamento: queste le vie seguite dall'autrice per approdare a un'insolita interpretazione della vita e della predicazione di un giovane profeta tanto "misterioso" e storicamente sfuggente quanto Gesù il Nazareno.

Da molti anni ormai le studiose di storia delle donne sanno quanta luce le vicende delle divinità femminili in cielo gettino sulla realtà sociale dei rapporti fra i sessi in terra. Il loro lavoro era stato, nei primi tempi, ostacolato dalla cultura maschile fornita di maggiori strumenti di conoscenza. Oggi non è più così. E però l'ipoteca fideistica grava ancora sulla parte di territorio del divino occupata dalle religioni monoteistiche, in particolare, per quanto attiene a questo testo, sull'Antico e Nuovo Testamento. Inoltrarsi in tale territorio è stato per l'autrice un impegno non facile, stimolato però dal continuo stupore di fronte alla vastità e varietà del paesaggio che le andava via via comparendo davanti. E' stato un viaggio, a prescindere dalla maggiore o minore validità delle sue tesi, meritevole le mille volte di essere intrapreso e l'esortazione alle lettrici e ai lettori a seguirlo è sincera.

Mercoledì, 03 Giugno 2009 10:54

Il fagiano dorato

Brevi storie di guerra e di pace, inquiete e disorientate, che l‟autrice propone sorridendo, quasi a chiederne il senso che a lei sfugge.

Una storia d'amore implica necessariamente delle difficoltà, degli ostacoli che sbarrano o cercano di sbarrare ai due protagonisti la strada per il raggiungimento della loro unione. Infatti, se non vi fossero i "cattivi" non vi sarebbe alcuna storia e, da Tebaldo dei Capuleti che si pone vittima designata tra Giulietta e Romeo fino all'ultimo dei Don Rodrigo di turno, l'elenco dei cattivi è infinito. Vi sono inoltre ostacoli dovuti a contrattempi casuali, a fenomeni naturali, a importanti eventi collettivi o ancora di natura sociale, storica, economica.
In ostacoli di quest'ultimo tipo è coinvolta la coppia di cui si narra. Così l'incapacità di lei di trovare la sua strada in un percorso storico segnato dalla dittatura fascista, dalla seconda guerra mondiale, da un dopoguerra tempestato da eccezionali esigenze di rivalsa maschili; così il rifiuto di entrambi di adattarsi a canoni sociali ormai privi di senso; così due figure materne difficilmente inseribili nel loro ruolo e duramente o svagatamene ostili.
Sono temi ricorrenti nella scrittura dell'autrice, temi drammatici anche se proposti sempre con una rabbia mitigata o forse solo velata dall'ironia, qui resi però più vivi perché appunto percorsi da un intenso richiamo d'amore.
Mercoledì, 03 Giugno 2009 10:45

Storie inquiete e disorientate

Continuazione, ripresa - con modi sempre molto, e ancor più, personali - delle Confessioni di una piccola italiana (uscito anonimo in Italia ma firmato nelle traduzioni all'estero), questo libro traccia un disegno storico-sociologico della realtà femminile del primo e secondo dopoguerra, non sfuggendo dal dire i momenti dell'orrore e dell'ingiustizia, i giorni dell'ira, la cui evocazione è anzi potenziata dalla penna leggera, dall'ironia ineluttabile che struttura la poesia dell'autrice e la guida e conduce irresistibilmente.
 
Le Storie inquiete e disorientate di Giuliana Pistoso sono, come le definisce l'autrice, schegge della memoria che propone a lettrici e lettori, quasi a chiederne il senso che a lei sembra sfuggire. Un primo gruppo di racconti, accomunati sono il titolo A proposito di memoria storica, raccoglie episodi della prima guerra mondiale, di cui l'autrice ci tramanda il ricordo, della seconda, che invece ha vissuto di persona, e di un dopoguerra pesante per le donne della sua generazione quasi quanto la guerra stessa. Gli altri, raggruppati sotto il titolo Cose così, sono brani di un quotidiano visto e raccontato con ironia e leggerezza.
 
 

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