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Martedì, 16 Giugno 2009 09:42

Matilde, come una leggenda

 

Questo libro è dedicato a Matilde di Canossa, protagonista primaria delle vicende storiche che coinvolsero per decenni il nostro paese agli inizi del XII secolo. I fatti storici qui riferiti sono reali, libera, in parte, l’interpretazione del personaggio.

«Non altro che brume vedeva Matilde dalle feritoie della fortezza regia di Goslar, sulle rive del Meno superiore, dove l’imperatore Enrico III la teneva prigioniera insieme alla madre, contessa Beatrice», comincia così, quando Matilde aveva dieci anni, il romanzo che Sara Zanghì ha scritto ispirandosi alla vita di Matilde di Canossa, una delle protagoniste della storia medioevale. L’episodio più famoso della vita di Matilde è quello di Canossa, diventato addirittura proverbiale, in cui costrinse l’imperatore Enrico IV a umiliarsi di fronte al papa. Cugina di Enrico ma alleata del papa, vuoi per convenienza politica che per fede religiosa, Matilde partecipò in prima persona alle lotte per le investiture, sia prima che dopo l’episodio di Canossa, difendendo strenuamente i suoi possedimenti che avevano il loro centro nelle zone attorno a Reggio Emilia ma che, grazie alla sua accortezza, riuscì a rafforzare e aumentare fino a comprendere terre che si estendevano dalla Lombardia al Lazio e l’Umbria. Della vita avventurosa di una donna forte e intelligente, Sara Zanghì dà una lettura inedita che, pur basandosi su una rigorosa documentazione, mette in luce quelli che secondo la scrittrice erano gli aspetti più intimi e malinconici della sua personalità.

Pubblicato in Elledi
Mercoledì, 03 Giugno 2009 11:35

Sante impossibili

Traduzione di Giorgia Sensi


Cibo sesso e Dio - i temi ricorrenti della narrativa di Michèle Roberts - tornano in questa riscrittura parodica delle vite di sante della Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine; riscrittura che non dimentica Freud, facendo dell'attrazione amorosa tra padre e figlia il filo conduttore che attraversa tutto il romanzo.

Vite di sante impossibili, raccontate con toni ora drammatici, ora comici, macabri o grotteschi, si alternano ai capitoli della viata di Josephine, che verrà dichiarata santa solo dopo aver capito che per trovare Dio non deve cercare la rinuncia, ma il piacere. Storie sospese fuori dal tempo e dallo spazio, in una suggestiva contaminazione fra antico e moderno fusi dalla scrittura sontuosa, poetica, coinvolgente di una delle più grandi tra le scrittrici inglesi di questi anni.

Pubblicato in Elledi
Venerdì, 29 Maggio 2009 10:13

Il marchio

Traduzione e postfazione di Tina D'Agostini


Poco alla volta emerge dal passato la storia, reale o immaginata, del tormentato legame tra due ragazze, una zingara e un'ebrea, unite dalla comune emarginazione.

All'arrivo di una nuova paziente, che le ricorda l'amica di un tempo, Anna, inserviente in un albergo-casa di cura svizzero, rivive il rapporto d'amore che l'ha legata a una compagna di collegio.
La vicenda ci viene rivelata per illuminazioni successive che un poco alla volta fanno intuire l'accaduto o più esattamente quella che la narratrice ritiene essere la verità di una storia in cui realtà e immaginazione, o incubo, si fondono, evocate con linguaggio crudo e forte.

Pubblicato in Elledi
Venerdì, 19 Giugno 2009 08:58

Le avventure di Arabella, Donna Chisciotte.

Traduzione di Lucia Loni

Prefazione e cura di Ornella De Zordo


Un classico della letteratura inglese del Settecento, per la prima volta tradotto in italiano. Parodia del romanzo eroico, come il Don Chisciotte a cui fa esplicito riferimento, ha a sua volta ispirato innumerevoli commedie e romanzi.

 La storia di Arabella, giovane donna che dai romanzi delle Preziose e dei loro seguaci e imitatori trae i suoi codici di comportamento, non è, come vorrebbe o potrebbe sembrare, semplicemente una parodia di questo genere letterario. Al di là degli effetti comici che provocano i fraintendimenti della realtà da parte della protagonista, ci si trova, non tanto a ridere di Arabella, quanto a guardare gli altri personaggi che ridono di lei e a scoprire tutti i limiti e le ipocrisie del loro buon senso. Personaggio che non segue, perché non le conosce, le regole della società, Arabella affascina la sua stessa creatrice che la fa agire in maniera libera e autonoma, sincera e onesta, lasciando trasparire l'attrazione che esercita su di lei. La stessa involontaria attrazione emerge tra le righe del romanzo anche verso la materia da cui l'autrice dichiara di dissociarsi e, da critica al romance, il testo si trasforma anch'esso in una nuova variante del romance.

Pubblicato in Le Classiche
 
 

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