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A cura di Aida Ribero e Ferdinanda Vigliani

 
Tutto quello che avreste voluto sapere sul femminismo e non avete mai osato chiedere, visto non attraverso le immagini dei media - per la verità pochissimo fedeli - ma partendo dagli scritti delle protagoniste. Una possibilità, per chi è nata/o proprio negli anni in cui il femminismo faceva la sua rivoluzione, di avere informazioni affidabili e riflessioni di esperte.

100 titoli che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia delle donne, 56 autrici che hanno lavorato per selezionarli, discuterli e farne una scheda critica che al testo trattato aggiunge sempre qualcosa: se non altro in termini di attualità, ma il più delle volte evolvendo in modo creativo idee che già in partenza erano connotate da una forte originalità. La convinzione che ha guidato questo lavoro è stata fin da principio quella della sua unicità, accompagnata da quella della sua necessità. La difficoltà di orientarsi per la ricercatrice neofita nell'abbondante produzione di scritti del femminismo e la grave insufficienza che caratterizza in proposito le biblioteche tradizionali si sono imposte da subito come problemi generalizzati. Questo libro vuol essere la risposta: una guida, una mappa, un vademecum, una bussola, un aiuto indispensabile per chi vuole conoscere il pensiero delle donne negli anni Settanta. Perché proprio questo decennio (sia pure preceduto da anticipazioni)? La ragione principale di questa scelta è che gli anni '70 sono fortemente segnati dalla presenza del Movimento femminista, che in seguito si trasforma, e che gli scritti delle donne in quel periodo sono caratterizzati da una particolare incisività e ricchezza. Inoltre, alcuni dei volumi di questa guida sono oggi già quasi introvabili e, trattandosi di studi di valore, col fornire informazioni su di essi ci sembrava di contrastare una pericolosa tendenza all'oblio.
Pubblicato in Critica
Venerdì, 19 Giugno 2009 09:55

Donne e politica

Interviste a Lia Cigarini, Maria Rosa Cutrufelli, Alisa Del Re, Ida Dominijanni, Elisabetta Donini, Marisa Forcina, Manuela Fraire, Claudia Mancina, Graziella Mascia, Luisa Muraro, Isabella Peretti, Bianca Maria Pomeranzi, Clara Sereni.


«È il meccanismo stesso della politica-potere e della rappresentanza che va ripensato».
«È la politica nel suo insieme che deve fare problema».

Questo volume raccoglie una serie di interviste a interlocutrici tra loro differenti. Le cinque domande scelte per affrontare un’indagine sul femminismo italiano sono uno dei possibili approcci, non dettato da impostazioni preconcette, per l’apertura di un dialogo a più voci.
L’insieme delle risposte dà la possibilità non solo di vedere quanto sfaccettato e ricco sia il dibattito all’interno del movimento, ma, con la quantità di spunti che offre, amplia il tema proposto oltre l’orizzonte della politica istituzionale.
«Sotto il cielo della politica ci sono molte più cose di quanto il ‘politico’ non contempli», il femminismo lo ha affermato fin dai tempi di “il personale è politico” e continua a interrogarsi sul come «rendere possibile una  politica non più indifferente». Come agire «il diritto e la volontà di porsi come soggetto autonomo differente, capace di rinnovare i modi di vita, le relazioni sociali, le mentalità, i criteri e i valori di riferimento», come «realizzare un nuovo tipo di relazione politica che riconosca gli uni e le altre in un sistema garantito di diritti, ma anche in un sistema che sia in grado di riconoscere e valorizzare i desideri, i bisogni, le immagini, le rappresentazioni mentali: un sistema che vada oltre il separatismo consapevole femminile e quello storicamente dato dell’autosufficienza maschile».
Pubblicato in Critica
Martedì, 16 Giugno 2009 09:35

Presente remoto

Postfazione di Luisa Muraro

"Arrivò infine la risposta, e il suo tono era serio e circostanziato. Preferisco che ne parliamo dopo con calma, aveva detto sottovoce, e davvero per me quella sala non ebbe più né pareti né soffitto, e neppure pavimento se è per quello. Ma non c'erano alberi infiniti, non scorgevo il cielo e faceva un freddo da morire."

Il segreto di questi racconti è il dono dell'ironia, un'ironia costante e dosata, messa lì ad arginare un male sordo, forse, ma forse anche a velare una gioia. Segreto che mantengono con grazia, senza ostentazione.
Molti sono i racconti che s'arrestano apparentemente incompiuti. Finiscono nella forma dell'interruzione, lasciando qualcosa in sospeso, di cui sospettiamo che sia, ovviamente, l'essenziale e nello stesso tempo, mentre ironizzano sulla vana aspirazione alla sapienza del vivere, ci lasciano con il sentimento che i conti non tornano, è vero, ma che va bene così.
Pubblicato in Elledi
 
 

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