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Visualizza articoli per tag: guerra
Martedì, 23 Giugno 2009 08:25

Legami controversi

 

Poesie, racconti, opere teatrali, ricordi e riflessioni di una protagonista della vita culturale e politica di Perugia. Legami controversi - che dà il titolo alla raccolta - è l'atto unico che meglio rappresenta anche il contenuto degli altri lavori di Felicia Oliviero: sessualità, maternità e istinto materno, oppressione familiare e sociale, ribellione e libertà; tematiche alla base dell'impegno collettivo dell'Associazione Culturale "La Goccia" che, oltre a questo libro, di Felicia ha curato anche la raccolta di articoli, interviste e relazioni.

Figura di spicco a Perugia del movimento femminista, Felicia Oliviero ha affiancato all'impegno politico la passione per la scrittura. La sua produzione artistica è principalmente concentrata nella seconda metà degli anni '90, in particolare con racconti e testi teatrali alcuni dei quali in napoletano. Ha scritto anche poesie, in gran parte inserite nei lavori teatrali elaborati collettivamente e rappresentati da un gruppo di donne de "La Goccia". Questo libro raccoglie i suoi scritti più significativi: poesie, racconti, opere teatrali, che vogliono offrire di Felicia un ritratto a tutto tondo che ne tenga vivo il ricordo tra le persone che l'hanno frequentata e amata, ma anche tra chi non l'ha conosciuta.

Pubblicato in Critica
Mercoledì, 03 Giugno 2009 10:54

Il fagiano dorato

Brevi storie di guerra e di pace, inquiete e disorientate, che l‟autrice propone sorridendo, quasi a chiederne il senso che a lei sfugge.

Una storia d'amore implica necessariamente delle difficoltà, degli ostacoli che sbarrano o cercano di sbarrare ai due protagonisti la strada per il raggiungimento della loro unione. Infatti, se non vi fossero i "cattivi" non vi sarebbe alcuna storia e, da Tebaldo dei Capuleti che si pone vittima designata tra Giulietta e Romeo fino all'ultimo dei Don Rodrigo di turno, l'elenco dei cattivi è infinito. Vi sono inoltre ostacoli dovuti a contrattempi casuali, a fenomeni naturali, a importanti eventi collettivi o ancora di natura sociale, storica, economica.
In ostacoli di quest'ultimo tipo è coinvolta la coppia di cui si narra. Così l'incapacità di lei di trovare la sua strada in un percorso storico segnato dalla dittatura fascista, dalla seconda guerra mondiale, da un dopoguerra tempestato da eccezionali esigenze di rivalsa maschili; così il rifiuto di entrambi di adattarsi a canoni sociali ormai privi di senso; così due figure materne difficilmente inseribili nel loro ruolo e duramente o svagatamene ostili.
Sono temi ricorrenti nella scrittura dell'autrice, temi drammatici anche se proposti sempre con una rabbia mitigata o forse solo velata dall'ironia, qui resi però più vivi perché appunto percorsi da un intenso richiamo d'amore.
Pubblicato in Elledi
Mercoledì, 27 Maggio 2009 09:28

Questa è la terra, non ancora il cielo.


"Nella foto da studio di tanti anni prima le sembrava che fosse celato l'inizio, lontanissimo certo, della sua storia, anche se poi di un inizio non si poteva parlare perché c'è sempre qualcosa prima di quel punto convenzionale, come c'è qualcosa dopo la fine, sicché a ben guardare le storie non hanno mai né principio né termine".

Più che un romanzo, è una saga familiare che spazia dall'Italia al Messico, dalla Russia alla Somalia alla California. Le narratrici seguono i membri di una famiglia che fuggono dalla famiglia (per inquietudine, per disgrazie e guerre, perché la famiglia soffoca la libertà e genera la follia), ma per bisogno di radici finiscono sempre per tornare. La famiglia è quella di sempre, feroce, dolcissima, immortale: la famiglia del primo Novecento, quando la saga ha inizio, della prima guerra, del fascismo, del colonialismo, della seconda guerra e quella dei giorni nostri. Si sente che sotto l'invenzione, a volte scatenata, delle due autrici che si caricano a vicenda, c'è un vissuto intenso e indimenticato. Le storie frammentarie che popolano la mitologia familiare, e sembra non vogliano saperne di morire, si snodano a grappolo, ognuna ne genera altre come le matrioske o le scatole cinesi. Le tessere mancanti sono spesso ritrovate, più spesso ancora sostituite con la fantasia che affolla insieme persone, luoghi, animali.

Pubblicato in Elledi
Venerdì, 15 Maggio 2009 09:03

La città dei tulipani.

A Kabul, storie di gente comune, anonimi eroi di una guerra quotidiana da vincere o perdere in silenzio, lontano dalla luce dei riflettori.

Un libro dedicato al popolo afgano: storie di gente comune, quelle storie che rimangono in ombra, fuori dagli schermi televisivi e dalle pagine dei giornali.
In mezzo a una Kabul buia, ferita e violentata da una nuova guerra, per una causa sempre diversa, a volte sconosciuta anche ai suoi abitanti, un soffio di vita pulsa ancora sotto le macerie e la cenere: è la città dei tulipani, pronta a spuntare dal nulla, nel cuore delle cose e degli uomini, con un’ostinata voglia di vivere.

Pubblicato in Elledi
 
 

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