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Venerdì, 05 Giugno 2009 08:05

La valle felice.

Traduzione e prefazione di Tina D’Agostini

 Con una biografia dell'autrice di Charles Linsmayer

 

 La Persia, "dove la tristezza prospera come i melograni", non è, per Annemarie Schwarzenbach, solo un paese straniero ed esotico, è lo scenario di tutte le dissonanze possibili: cromatiche, psicologiche, storiche, spaziali.

Un'alta valle vicino a Teheran, nella quale Annemarie Schwarzenbach si era recata, insieme all'uomo che aveva appena sposato, il diplomatico francese Claude Clarac - matrimonio alquanto particolare, date le tendenze omosessuali di entrambi -, diventa il fulcro della narrazione di La valle felice.
Ma di felicità non vi è traccia in questo testo. La valle fa da sfondo ad un io profondamente infelice, devastato, malato di nostalgia, che si lascia andare al "rapido sollievo" della droga, chiamata anche "la mano che scende dalle nuvole", e che cerca un breve momento di felicità con Jalé, una giovane turca. Un Io che ha perso ogni punto d'appoggio e che vede intorno a sé solo un paesaggio nudo, impietoso, troppo vasto. Un io frammentato che cerca disperatamente di ricomporsi, così come cerca di ricomporre il mondo intero che sta franando. E' anche, in definitiva, un io profondamente ambiguo, definito al maschile ma che ha ben pochi tratti virili; si tratta anzi di una virilità dalle cui crepe emerge costantemente il carattere femminile della voce narrante.
In questo volume è pubblicata anche una biografia dell'autrice scritta da Charles Linsmayer, il curatore della riedizione svizzera di La valle felice  (versione definitiva, approvata dall'autrice, di Morte in Persia)che, col suo successo, ha fatto di Annemarie Schwarzenbach un'autrice di culto in Svizzera, Germania, Francia.

Pubblicato in Elledi
Venerdì, 29 Maggio 2009 09:53

Racconti giamaicani

Traduzione di Elisabetta Nones.

Postfazione e cura di Patrizia Villani.


In quasi tutti i racconti della presente raccolta (come nella precedente Punto, 1997), l'emigrazione è un fenomeno comune per i personaggi: esiliati, come in "Scarafaggi" o "Danza d'esilio", o che vorrebbero partire per lasciare una realtà senza sbocchi o che tornano occasionalmente o puntualmente in Giamaica.

La vita nelle isole viene descritta con amara ironia, con l'ambivalenza emotiva tipica delle passioni umane fondamentali, un amore/odio che tradisce la profondità dell'attaccamento alla propria terra e la nostalgia per i paesaggi, le persone, gli odori, i colori, e infine il cibo stesso, che nella sua tipicità e nella sua funzione materna di nutrimento, calore e condivisione rappresenta il legame più semplice e quotidiano con la tradizione e la famiglia.

Pubblicato in Elledi
Venerdì, 29 Maggio 2009 09:49

Punto

Traduzione di Elisabetta Nones

Postfazione e cura di Giovanna Covi


Otto racconti di una scrittrice giamaicana che è tra i migliori giovani talenti della letteratura dei Caraibi. Storie in cui l'amara disillusione dei protagonisti è mitigata dall'ironia, mentre lo stile immediato e secco si accompagna a contenuti forti ed emotivamente coinvolgenti. A tenere le fila di una società frammentata sono i legami affettivi e a volte problematici tra i personaggi. Un libro che è un antidoto all'idea stereotipata e generica dei "tropici".

In una società in cui l'emigrazione è la norma, le famiglie hanno le composizioni più varie; a reggerle sono spesso nonne battagliere come Nonna Scottie, una nonna con la n maiuscola, che, nel racconto che dà il titolo alla raccolta, scambia un divertente epistolario con la nipote. Altre volte protagonisti sono giovani intellettuali benintenzionati ma velleitari oppure, spesso, bambine e bambini che rivivono con disincantata ingenuità la loro infanzia o che, con la loro imbarazzante presenza, mettono a disagio giovani e anziani che li circondano. Tante voci diverse che ci descrivono una società complessa e multiforme che non è né il paradiso delle vacanze esotiche che ti offrono, tutto compreso, anche il brivido della droga, né l'inferno del sottosviluppo e della corruzione politica.

Pubblicato in Elledi
 
 

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