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Venerdì, 10 Giugno 2011 07:47

Chi trova un'amica

Disegnatrici satiriche. Catalogo (a cura di Maureen Lister e Luciana Tufani) della quarta edizione della Biennale dell‟umorismo Le donne ridono.


Alle disegnatrici di vignette e fumetti umoristici e satirici invitate a partecipare alla quarta edizione della Biennale dell’umorismo di Ferrara era stato suggerito il tema “Chi trova un’amica…”. Questo libro racconta una scelta dei valori inviati dalle disegnatrici che hanno raccolto l’invito.
Dopo “Madri e figlie”, tema della precedente edizione, le organizzatrici della Biennale “Le donno ridono” (che fanno parte del Centro Documentazione Donna di Ferrara e della rivista “Leggere Donna”) hanno scelto come tema di questa edizione l’amicizia che, come quello con la madre, è uno dei rapporti più significativi nella vita di una donna.
Nelle vignette che presentiamo compaiono tutti i possibili tipi di amiche: dalle amiche per la pelle alle amiche-nemiche, dalle amanti alle compagne di scuola o di collettivo.
Tanti diversi modi di essere amiche che possono andare dalla “sorellanza” alla rivalità. Come è nella realtà e come è giusto dirci: senza inventarci un Eden né, per reazione, immaginarci un inferno. Anche in questo caso, per cogliere gli aspetti umoristici serve a sdrammatizzare, aiuta a valorizzare la ricchezza che può offrirci un’amicizia quando non si pretende la perfezione ma si sa ridere insieme delle proprie debolezze o manie.
La quarta Biennale presenta, rispetto alle precedenti edizione, la novità di ospitare anche disegnatrici di altri Paesi. Sono presenti autrici che vivono in Austria, Canada, Inghilterra, Francia, Germania, Irlanda, Olanda, Botswana, Australia, Messico, Stati Uniti e che, stimolate dal tema proposto, hanno aderito al nostro invito.Alla mostra di disegnatrici professioniste si affianca, come sempre, il concorso per esordienti “Fani Perhavec Tufani” che comprende questa volta anche una sezione giovanissime, che va a sostituire il concorso “Melaverde” dopo che Cristina Casanova, sua promotrice, ha deciso di partecipare alla quarta edizione solo in qualità di fumettista e non più anche di organizzatrice.
Il crescente successo di “Le donne ridono” ci ha convinte che è possibile creare una nuova occasione di incontro nell’ambito della Biennale. D’ora in poi, nello stesso periodo dell’anno, autunno, e ad anni alterni rispetto alla mostra delle fumettiste, si terrà una mostra storica che potrà essere un’antologica di una particolare disegnatrice o un’esposizione a tema. Per l’autunno 1992 è in preparazione un’antologica, curata da Paola Pallottino, della pittrice Adriana Bisi Fabbri che, tra il 1906 e il 1918, produsse un gran numero di opere come caricaturista e disegnatrice di satira politica.

 

Luciana Tufani

Pubblicato in Le Gorgoni
Giovedì, 05 Maggio 2011 08:50

Donne, denaro, debiti

Disegnatrici satiriche. Catalogo (a cura di Maureen Lister e Luciana Tufani) della settima edizione della Biennale dell‟umorismo Le donne ridono.


La Biennale Le donne ridono è ormai giunta alla sua sesta edizione e non resta più nulla da dire sulle motivazioni che ci spingono a organizzarla e sui risultati ottenuti.
Dirò invece qualcosa alle partecipanti e sul tema prescelto. In questi anni alla nostra mostra hanno partecipato, in un'edizione o nell'altra, più o meno tutte le disegnatrici satiriche italiane e una buona parte delle più interessanti provenienti da altri paesi (molte, anzi quasi tutte, prima di allora sconosciute in Italia). Questa volta perciò abbiamo pensato di offrire solo alcuni esempi, senza alcuna pretesa di completezza: sono esposte le opere di chi ha risposto puntualmente al nostro invito e solo quelle che, in base a criteri più o meno rigidi, possono considerarsi in tema.
Il tema, appunto: donne, denaro, debiti. L'ho proposto al termine della scorsa edizione, ispirata dalla mia situazione economica in quel momento. Tema accettato immediatamente da chi collabora all'organizzazione della rassegna e condivide idee e debiti di chi scrive questa nota.
Ci sembrava, inoltre, che offrisse l'occasione di riflettere, sdrammatizzandolo, sull'atteggiamento schizofrenico che spesso le donne hanno rispetto al denaro e che, detto con parole serie, ha a che fare con il riconoscimento delle altre donne e con la svalutazione o l'eccessiva valutazione di se stesse. Quello che ho appena detto è ben illustrato in alcuni dei fumetti che pubblichiamo e lo è soprattutto nei tre racconti che, per la prima volta, abbiamo deciso di includere nel catalogo insieme ai disegni.
Da due anni a questa parte, la partecipazione a un progetto finanziato (?) da denaro pubblico ha reso per noi sempre più di attualità il tema proposto.
Tra debiti simbolici che nessuna si sogna di pagarci e debiti reali che purtroppo dobbiamo saldare, siamo fortunosamente giunte alla sesta edizione di Le donne ridono. Ce ne sarà una settima? Siamo sopravvissute finora, sopravviveremo ancora. O, almeno, questa è la nostra intenzione.
Nel frattempo, intorno a noi (e con noi intendo noi tutte/i), la situazione non è delle più rosee. Guardiamoci attorno: è vero che non c'è limite al peggio, però mi sembra che così come stiamo, in casa nostra e altrove, potrebbe anche bastare. Il tema per la prossima edizione, perciò, si propone da sé: non ci resta che ridere.

Luciana Tufani

Pubblicato in Le Gorgoni
Mercoledì, 27 Aprile 2011 09:15

Siamo senza parole

Disegnatrici satiriche. Catalogo (a cura di Maureen Lister e Luciana Tufani) della settima edizione della Biennale dell‟umorismo Le donne ridono.


Sì, va bene, poteva andare peggio.
Anche così però...
Stare meglio del peggio è una ben magra consolazione.
Guardiamoci intorno, anche se non vorremmo, le occasioni per rimanere senza parole non mancano.
Le disegnatrici satiriche a cui abbiamo rivolto l'invito a partecipare alla Biennale internazionale dell'umorismo Le donne ridono hanno interpretato ciascuna a suo modo il tema di questa edizione: Siamo senza parole. Non sempre inviandoci disegni senza parole (l'altro possibile significato del titolo scelto anche per privilegiare l'aspetto grafico spesso trascurato dalla satira politica), ma esprimendo in forme diverse l'esterefatto silenzio che è la prima risposta di avvenimenti e comportamenti per cui non esistono parole adeguate a descriverli e commentarli.

Luciana Tufani

Pubblicato in Le Gorgoni
Sabato, 10 Luglio 2010 08:19

Ridisegna la storia

Disegnatrici satiriche. Catalogo (a cura di Maureen Lister e Luciana Tufani) della quinta edizione della Biennale dell‟umorismo Le donne ridono.

 

Dopo cinque edizioni, Le donne ridono, è ormai un appuntamento tradizionale per disegnatrici e fumettiste. Oltre che una mostra, cui partecipano - sempre più numerose - professioniste di ogni parte del mondo, è un'occasione d'incontro e una festa.
Iniziata per sfatare il pregiudizio che le donne non hanno senso dell'umorismo, la rassegna ha pienamente raggiunto il suo scopo dimostrando non solo quante, ma quanto brave siano le donne che hanno scelto il fumetto umoristico come mezzo di espressione.
Presentando la terza edizione della mostra avevo messo in evidenza alcune costanti delle opere presentate: misura, leggerezza, sottigliezza. Quello che sembrava caratterizzare la comicità delle donne, più sfumata e ricercata di quella maschile, era l'usare l'ironia invece del sarcasmo, preferire la critica di costume alla satira spicciola, essere capaci di ridere di sé più che degli altri. Tutte queste ipotese, formulate per distinguere uno specifico femminile anche nell'umorismo, hanno incontrato un grande favore e rischiano, forse, di diventare una nuova forma di pregiudizio.
Le ultime edizioni di Le donne ridono sono state a tema: Madri e Figlie (nel 1989), Chi trova un'amica (nel 1991) e infine, ora, Ridisegna la storia.
Dopo aver invitato a riflettere su due dei rapporti più profondi nella vita di una donna, abbiamo questa volta proposto di reinventare una storia meno parziale di quella che ci hanno insegnata. Giocando sulle diverse possibilità di lettura della parola ridisegna - ridi, disegna, segna, ridisegna - abbiamo suggerito di disegnare tutte quelle che hanno, non hanno, avrebbero potuto, potrebbero, dovrebbero, potranno segnare la storia.
Inventarsi un passato come avrebbe potuto essere, ridere, più o meno amaramente, per come è stato è un modo per augurarsi e incominciare a costruirsi un futuro diverso.

Pubblicato in Le Gorgoni
Sabato, 10 Luglio 2010 07:53

Madri e figlie

Disegnatrici satiriche. Catalogo (a cura di Cristina Casanova e Luciana Tufani) della terza edizione della Biennale dell‟umorismo Le donne ridono.


PRESENTAZIONE DELLA TERZA EDIZIONE, 1989

Dal 1985, data della prima edizione, molte cose sono cambiate e, per una naturale evoluzione, il titolo della rassegna è passato dal precedente “Anche le donne sorridono” all’odierno “Le donne ridono”. “Anche le donne sorridono” (che può sembrare un’affermazione tra il riduttivo, l’ovvio e il vagamente lamentoso) è un titolo che era in parte derivato dal desiderio di rispondere alle reazioni stupite o scettiche delle persone a cui veniva illustrato il programma di massima della futura rassegna: «Come? Esistono disegnatrici umoristiche?»; «No, non è possibile organizzare una rassegna cinematografica. Non ci sono abbastanza attrici comiche. Registe, poi: nessuna:»; «Ma davvero? Le donne hanno il senso dell’umorismo?». La risposta fu: «Sì. Anche le donne sorridono».
Sì, malgrado tutto. Malgrado abbiano avuto ben pochi motivi per farlo, le donne hanno saputo ridere. Forse poche volte, in passato, è stato un riso liberatorio, a piena gola, più spesso è stato il sorriso dell’autoironia.
Dopo secoli di tenaci campagne denigratorie, le donne hanno sviluppato uno spiccato senso del ridicolo che, fin dall’infanzia, educatori ben intenzionati si premurano di tenere in vita con dosi quotidiane di critiche costruttive (o distruttive-costrittive?). L’autoironia diventa allora una forma di difesa dalle critiche degli altri, un mettere le mani avanti per non essere colpite; può però diventare un utile esercizio per non cadere in quegli eccessi di autocompiacimento cui spesso anche il più insignificante degli uomini ama indulgere.
Il non prendersi troppo sul serio è infatti un’altra caratteristica tipicamente femminile che, in negativo, provoca l’altrettanto tipica “paralisi da sottovalutazione”, ma che, in positivo, fa mantenere il senso delle proporzioni e abitua a cogliere gli aspetti umoristici delle più diverse situazioni.
E’ stato un lento processo di adattamento che ha reso le donne più sensibili alle atmosfere, più pronte, più acute nella critica; le ha fornite di un talento che, nel momento in cui le circostanze lo rendono possibile, le predispone all’uso dell’ironia più sottile.
In passato poche donne si sono trovate in una posizione sociale che garantisse cultura e libertà sufficienti ad esprimersi e per di più a esprimersi con lo strumento dell’ironia. In questi ultimi anni però i cambiamenti del costume sono stati così rapidi da consentire quasi un’esplosione di comicità femminile; il numero di scrittrici, disegnatrici, registe, attrici comiche che hanno esordito recentemente, aggiungendosi a quelle già presenti da tempo, è, relativamente, così alto che il fenomeno non può più passare inosservato. Non è più necessario garantire che “anche le donne sorridono”, è sufficiente constatare che “le donne ridono”. Ridono di se stese, come hanno sempre fatto, ma ridono anche degli altri e, finalmente, anche dell’altro.
Abbiamo scelto, fin dalla prima edizione, come simbolo grafico della nostra rassegna una testa di Gorgonie, perché fosse un risarcimento, una testimonianza, un augurio. Se è esistito un tempo in cui le donne erano libere di esprimersi, il mito di Medusa ne è una testimonianza indiretta: è la prova di quanto gli uomini temessero la critica femminile e di quanto potente fosse la censura esercitata. Medusa, la Gorgone che impietrisce chi la guarda, è una maschera di donna che simboleggia sia il sesso femminile che lo specchio in cui si riflette il tuo doppio. Chi guarda e può rimanere terrorizzato è, come chi ha creato il mito, un uomo; il mito è la fin troppo trasparente metafora del timore maschile di vedersi riflessi come si è negli occhi di una donna. La donna che ride dell’altro diventa perciò un mostro: l’orrida testa della Gorgone ghignante. Da allora, per secoli, gli occhi delle donne sono stati lo specchio bugiardo che gli uomini cercavano; la nostra Medusa, non più mostro ma donna, era il simbolo della ritrovata libertà di ridere.
Il riso di Medusa-donna non è però un ghigno: quasi sempre la comicità femminile ha misura e leggerezza, usa più l’ironia che il sarcasmo, ridicolizza più il difetto che non chi lo possiede. Naturalmente ci sono eccezioni, ma, se si può parlare di una specificità femminile anche nell’umorismo, è abbastanza corretto farlo rivendicandone lo stile sfumato e ricercato. Passate dal silenzio alla parola, sembra che le donne lo stiano facendo nel modo migliore.

 

Luciana Tufani

Pubblicato in Le Gorgoni
Martedì, 29 Giugno 2010 09:34

Così ridiamo

Disegnatrici satiriche. Catalogo della ottava edizione della Biennale dell'umorismo Le donne ridono.


L’ottava edizione della Biennale internazionale dell’umorismo Le donne ridono si differenzia dalle precedenti perché il tema, Così ridevano, così ridiamo, è stato sviluppato in due mostre distinte: una di fumetti e vignette di autrici contemporanee e una mostra storica.

Nella mostra storica, Così ridevano, curata da Rossella Coarelli e Anna Maria Imperioso, i disegni esposti e pubblicati in catalogo sono tratti da periodici satirici lombardi del periodo compreso tra il 1870 e il 1925, e prendono di mira le donne.

Così ridiamo, invece, è la parte moderna della rassegna che permette di confrontare la satira inizio secolo contro le donne con il modo in cui le donne, oggi, ridono di se stesse e del mondo.

In catalogo è pubblicata solo una selezione dei disegni esposti: alle venti disegnatrici che hanno risposto all’invito è stata dedicata una pagina ciascuna. Le fumettiste presenti sono una piccola parte delle molte che solitamente partecipano a Le donne ridono e delle moltissime che ormai pubblicano, più o meno regolarmente, su quotidiani e periodici. Anche dai pochi esempi forniti è però possibile individuare quelle che in già altre occasioni ho segnato come alcune costanti della satira femminile: l’uso più frequente dell’ironia più che del sarcasmo, la capacità di ridere prima di tutto di se stesse e non solo degli altri, la mancanza di volgarità; in conclusione e in sintesi, un umorismo generalmente più sofisticato e maturo di quello a cui ci hanno abituate/i.

Le disegnatrici invitate sono state libere di sviluppare il tema proposto come meglio credevano e solo qualcuna ha accettato il suggerimento di dedicare qualche vignetta alle “donne virtuali”, presenti o futuribili, da contrapporre-immaginario contro immaginario- alla molte “donne virtuali” (nel senso di inesistenti) degli umoristi del passato. Significative invece le vignette sulla guerra che ci permettono di confrontare la pressoché totale adesione, anche da parte delle donne, all’interventismo durante la “Grande guerra” al dissenso di oggi. Dissenso purtroppo non espresso da tutte, c’è sempre chi per opportunismo o per mancanza di coraggio si adegua, ma certamente forte, profondamente sentito, ansioso di poter tradurre la rabbia e l’impotenza in concreta capacità di incidere sulle scelte politiche.

Luciana Tufani

A Le donne ridono era, come di consueto, abbinato il concorso per disegnatrici satiriche esordienti “Fani Perhavec Tufani”. L’ottava edizione del concorso è stata vinta da Giulia Boari per disegni nati come illustrazione delle Favole contro favole di Elena Buccoliero; abbiamo perciò voluto fare un’eccezione premiando sia i disegni che il testo. Altra differenza rispetto alle precedenti edizioni: le Favole contro favole saranno oggetto di una pubblicazione a se stante invece di essere pubblicate in Così Ridiamo.

Pubblicato in Le Gorgoni
Venerdì, 26 Giugno 2009 09:53

La DeMagistris

 Ma cosa ci fanno tante donne nel tempio della cultura patriarcale? E cosa ci fa tanta cultura patriarcale nelle mani delle donne? La professoressa è la femmina del professore? come l'elefantessa? O è la donna del futuro, scattante e dotata di una differente maestria? In queste storie a fumetti sembra piuttosto avvilita o entusiasta, realistica o illusa, conflittuale o solidale... ma soprattutto buffa.

Dal 1985, quando vinse la prima edizione del concorso per disegnatrici satiriche abbinato alla Biennale dell'umorismo "Le donne ridono", Lori  (Eleonora Chiti) collabora regolarmente alla rivista Leggere Donna su cui ha una pagina fissa. Con le sue storie a fumetti si è creata un numero sempre crescente di fan che non perderebbero ogni nuova puntata, diventata ormai un appuntamento atteso e pregustato. Protagonista quasi fissa delle strisce di Lori è Evelina De Magistris, alter ego dell'autrice, professoressa alle prese con gioie e dolori del mondo della scuola (ma non solo).

Questo libro raccoglie una parte dei disegni pubblicati negli anni, oltre a numerose tavole inedite.

Pubblicato in Le Gorgoni
 
 

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