Dalla Città delle dame di Christine de Pisan e Tendre di Madeleine de Scudéry, attraverso Terradilei di Charlotte Perkins Gilman, fino a Whileaway di Joanna Russ, un viaggio attraverso mondi possibili immaginati da scrittrici utopiste.
Le utopie scritte da donne nascono in gran parte nell'alveo del pensiero e del movimento femminista, ne sono una delle espressioni come il femminismo stesso è una forma dell'utopia femminile.
Le utopie femministe e i progetti di modificazione del mondo non sono mai, contrariamente ai progetti di "società ideali" maschili, repressive e quando sono gerarchiche lo sono nel rispetto complessivo della libertà e dell'eguaglianza. Le donne dei movimenti, le intellettuali, le romanziere, le artiste che nel corso dei secoli hanno immaginato, nei loro scritti o nelle loro attività politica o in entrambe, mondi alternativi lo hanno fatto sentendosi parte di lotte collettive o di ribellioni individuali che si collegavano ad altre innumerevoli ribellioni individuali e hanno chiesto modificazioni concrete e possibili della condizione collettiva e individuale delle donne.
