
«Venerdì 23 settembre 1796 Mary Lamb in un eccesso di follia, afferrò un coltello dal tavolo e si avvicinò alla madre. Arrivò il padrone di casa, ma troppo tardi: la scena gli presentava la madre senza vita su una sedia, pugnalata al cuore».
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A scrivere è Samuel Taylor Coleridge, poeta romantico inglese e carissimo amico di Charles Lamb, ventunenne impiegato con velleità letterarie. La matricida è Mary, sua sorella, dieci anni più vecchia di lui, sarta per necessità. L’assassinio è un momento decisivo nella vita di entrambi: lei si ribella al ruolo che ha subito senza fiatare; lui si ritrova a diventare adulto tutto ad un tratto.
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La fortuna di Mary non fu quella di avere un fratello, ma che il fratello avesse sofferto, anche se brevemente, di simili momenti di pazzia. Charles, ricoverato in manicomio prima ancora della sorella, nel 1795, è ben deciso a tenerla lontana dagli orrori che lui stesso ha sperimentato.
Più che di follia si tratta di manie depressive. Ogni sforzo di Charles mira a fare uscire dal manicomio di Islington la sorella là rinchiusa dopo la tragedia. Charles chiede che gli sia affidata, rinunciando a qualsiasi idea di matrimonio e di vita normale. Era giovane e forse non si rendeva conto di cosa abbracciava nel suo desiderio di ripagare quella che per lui era stata madre più che sorella. Giocava in lui la riconoscenza per averlo lei seguito, aiutato nei momenti di depressione. Charles non è un ingrato, ha saldo il legame con la famiglia, riconosce il destino che lo legherà per sempre alla sorella.
Uscita da manicomio, Mary va a vivere con il fratello: è una donna silenziosa che sa ascoltare gli altri. La loro casa è allegra, nonostante tutto, e il ménage li vede assieme a teatro e allo stesso tavolino di lavoro. Soffrono ancora entrambi di depressione:quando le crisi colpiscono Mary lui l’accompagna al manicomio, dove si tratterrà per settimane o a volte per mesi e rimane solo ad aspettare che la crisi passi. Questo è lo schema della loro vita: vita in comune e scrittura in comune. Il 1806 è la data dell’inizio del lavoro svolto assieme a Charles per trasformare in racconti per bambini le opere shakespeariane: Charles si occuperà delle tragedie e Mary delle commedie. Lavora per guadagnare, ma allo stesso tempo si diverte. Il suo nome non appare in copertina: mantiene l’anonimato nascondendosi dietro il fratello e in seguito si troverà uno pseudonimo. Per la critica del tempo Mary non esiste; la critica futura la ignorerà anche quando scoprirà che nei “tales” c’è più lavoro suo che del fratello.
Tales from Shakespeare è ben presto un successo in seguito al quale Mary scriverà una raccolta di racconti: Mrs Leichester’s School.
Un ultimo scritto di Mary è un saggio sul cucito, da lei pubblicato nel 1814 sul «British Lady’s Magazine». Muore nel 1847.
Paola Seveso
Opere e Biografie:
La scuola della signora Leicester, a cura di Maria Stella, Sellerio, Palermo 1987
Cinque racconti da Shakespeare, in collaborazione col fratello Charles, Sellerio, Palermo 1983
Racconti da Shakespeare, in collaborazione col fratello Charles, Mursia, Milano 1994
♦ Della stessa madre, dello stesso padre. Tredici sorelle di geni.
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