
A cura di Aida Ribero e Ferdinanda Vigliani
A cura del Gruppo Parola di Donna del Centro Ideazione Donna - Il giardino dei ciliegi
Attraverso la rilettura di tre romanzi - The Wild Girl, The Book of Mrs Noah e Sante impossibili - l'autrice di questo saggio prende in esame uno dei temi ricorrenti della scrittura di Michèle Roberts: la funzione normalizzatrice della religione a cui si oppone "l'eresia" di donne che vogliono riappropriarsi del loro corpo e della loro mente.
L'atto di scrittura per Michèle Roberts tende a rimembrare (nel senso specifico di ricomporre mediante la memoria) l'identità di un soggetto donna smembrato nella dicotomia spiritualità/carnalità entro il modello gerarchizzante maschile/femminile. I concetti legati a tale scelta terminologica (rimembrare-smembrare) sono pertanto narrativamente resi in maniera suggestiva nell'immagine del reliquiario nel romanzo Sante impossibili che coi "corpi a pezzi" delle sante farà da contrappunto simbolico alla riscrittura delle loro vite.
L'intento è quello di dare una rappresentazione delle donne più aderente alle loro esperienze specifiche in un processo di re-visione e di contrapposizione ai modelli femminili idealizzanti o demonizzanti della narrativa canonica. In particolare la scrittrice fa riferimento ai modelli della tradizione cristiano-cattolica, in cui spiritualità e corporeità appaiono scisse e in cui il peccato è rappresentato dalla stessa "carnalità" femminile.
Giulia Civinini Arrighi, Anna Corsini, Beatrice di Pian degli Ontani, Francesca Alexander, Louisa Grace Bartolini, Giannina Milli, Erminia Fuà Fusinato. La donna tutta cuore e virtù: questo è il modello ottocentesco che sopravvive nel nostro immaginario. Parole di donne svelano l'ambiguità dello stereotipo.
Una ricerca su scrittrici nate o vissute a Pistoia nella seconda metà dell'Ottocento ci fa scoprire che molte furono insegnanti e diressero prestigiosi istituti, trasferendo l'impegno politico in un campo più legato alla tradizione femminile: l'educazione. Mostrarono particolare attenzione all'educazione del cuore, intesa più come conoscenza di sé e dell'altro che non come palestra di buoni sentimenti, secondo un'ottica riduttiva in cui sono invece state spesso confinate. Di due di esse, Giulia Civinini Arrighi e Anna Corsini, viene ripubblicata una parte degli scritti, come testimonianza di un percorso esemplare di crescita e formazione, che molto ha da dire ancora oggi sulle relazioni tra donne - madre/figlia e maestra/allieva - e sui fantasmi che le popolano.
Traduzione di Giorgia Sensi
Cibo sesso e Dio - i temi ricorrenti della narrativa di Michèle Roberts - tornano in questa riscrittura parodica delle vite di sante della Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine; riscrittura che non dimentica Freud, facendo dell'attrazione amorosa tra padre e figlia il filo conduttore che attraversa tutto il romanzo.
Vite di sante impossibili, raccontate con toni ora drammatici, ora comici, macabri o grotteschi, si alternano ai capitoli della viata di Josephine, che verrà dichiarata santa solo dopo aver capito che per trovare Dio non deve cercare la rinuncia, ma il piacere. Storie sospese fuori dal tempo e dallo spazio, in una suggestiva contaminazione fra antico e moderno fusi dalla scrittura sontuosa, poetica, coinvolgente di una delle più grandi tra le scrittrici inglesi di questi anni.
Traduzione di Giorgia Sensi
Postfazione di Ornella De Zordo
L'intreccio di Lo scambio ruota attorno a un segreto la cui remota esistenza condiziona oscuramente fatti e situazioni. Il genere della detection innesta le sue riconoscibili strategie su quelle dominanti del romanzo storico e del romance, a produrre un ibrido narrativo che si conferma la cifra della scrittura di Michèle Roberts.
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