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Grete Trakl

Grete Trakl

Margarete (Grete) Trakl nasce nel 1892 a Salisburgo, cinque anni dopo Georg. Ci sono altre due sorelle e due fratelli, il padre è un abbiente commerciante di ferramenta. La madre è una donna fredda, distante che non rappresenterà mai per i figli un riferimento affettivo significativo.

Come le altre due sorelle Grete viene mandata in un collegio a Sankt Polten nell'Austria inferiore, poi in un istituto a Vienna. È una creatura appassionata, indomabile, allegra, ha un grande talento musicale.

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Fin dal liceo Georg ne è fatalmente attratto, per lui è «la fanciulla più bella, l'artista più grande, la donna più straordinaria».

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Il loro legame si fa progressivamente più stretto, mentre Georg comincia a manifestare instabilità e inquietudine. Interrompe gli studi e va a fare un periodo di pratica in una farmacia, dove cade facilmente preda delle droghe a cui introduce anche la sorella. Il suo rapporto con Grete è totale e ossessivo e quando lei lo tradisce con un altro uomo Georg soffre l'inferno della gelosia.

Per proseguire gli studi musicali, nel 1909 Grete si trasferisce a Vienna, dove il fratello studia farmacia all'università, e vi rimane fino all'anno seguente. Questo è il periodo forse di maggiore intimità del loro rapporto che raggiunge anche punte drammatiche. Georg alterna febbrili euforie a spaventosi stati depressivi. Grete sta vivendo una tragedia prigioniera di un legame proibito, sempre più succube della droga.

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Forse per sfuggire a una situazione del tutto insostenibile, dopo la morte del padre nel 1910 si trasferisce a Berlino, ufficialmente per perfezionarsi in pianoforte con Ernst Von Dohnanyi. Due anni più tardi sposa il nipote della sua padrona di casa, Arthur Langen, sedicente libraio, di dieci anni più vecchio, un poco di buono che la perseguiterà fino alla fine con richieste di denaro e nelle cui mani spariranno le lettere di Georg. Un matrimonio infelice.

Allo scoppio della Grande Guerra, Georg, che comincia ad ottenere riconoscimenti della sua attività poetica, viene richiamato e inviato al fronte orientale, dove è sopraffatto dall'orrore della carneficina di Grodek, a cui dedica l'ultima lirica. Dopo un tentativo sventato di suicidio, il 3 novembre 1914 Georg muore, per una dose eccessiva di cocaina, forse volontariamente. Per Grete è un colpo definitivo.

Oppressa dai debiti, non riesce a trovare una ragione di vita, neanche una sistemazione decente.

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Vive praticamente della carità dei pochi amici rimasti visto che è anche divorziata. Gli unici scritti conservati di sua mano, in una grafia strana, una sorta di scrittura ideografica piena di svolazzi, sono due lettere e due biglietti pieni di figure cabalistiche, la sua ultima passione. Si sottopone inutilmente a cure di disintossicazione da droghe e alcool da cui è sempre più dipendente. Perseguitata dai creditori, distrutta nel fisico e nell'anima, passa da una crisi all'altra. Il 21 settembre 1917, mentre, apparentemente tranquilla, è in compagnia di altri amici, si allontana in un'altra stanza e si spara un colpo di pistola. Ha solo 25 anni.

Paola Seveso

 

Della stessa madre, dello stesso padre. Tredici sorelle di geni.

 
 

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