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Luciana Tufani Editrice
associazione culturale Leggere Donna
Visualizza articoli per tag: movimento femminista
Martedì 03 Gennaio 2012 10:59

La dama del quintetto

Primo maggio 1891, luglio 1924. Sono decenni burrascosi per l’Italia: dopo l’epopea risorgimentale si sta avviando verso il disastro della grande guerra e del fascismo. Ma è anche un periodo stimolante come pochi fino ad allora. In questo contesto, dove scienza, tecnologia e società si evolvono a ritmi vertiginosi, Elisa s’impegna con passione nella difesa dei diritti delle donne e dei bambini. Accanto a lei il marito Vittorio, avvocato e parlamentare socialista, le quattro figlie, poi i conoscenti e gli amici, da Costa a Turati, dalla Kuliscioff alla Montessori, da Nathan a D’Annunzio.

Le loro vite, il lavoro, le amicizie e gli amori s’inseriscono nella storia più ampia del nostro paese in un intreccio di vicende personali e pubbliche che trasmettono il profumo di un’epoca. Un romanzo che lega insieme storia e fantasia attraverso le vicende di una famiglia particolare, capace di osservare il mondo con sguardo anticonvenzionale e moderno.

Pubblicato in Elledi
Martedì 23 Giugno 2009 09:25

Legami controversi

 

Poesie, racconti, opere teatrali, ricordi e riflessioni di una protagonista della vita culturale e politica di Perugia. Legami controversi - che dà il titolo alla raccolta - è l'atto unico che meglio rappresenta anche il contenuto degli altri lavori di Felicia Oliviero: sessualità, maternità e istinto materno, oppressione familiare e sociale, ribellione e libertà; tematiche alla base dell'impegno collettivo dell'Associazione Culturale "La Goccia" che, oltre a questo libro, di Felicia ha curato anche la raccolta di articoli, interviste e relazioni.

Figura di spicco a Perugia del movimento femminista, Felicia Oliviero ha affiancato all'impegno politico la passione per la scrittura. La sua produzione artistica è principalmente concentrata nella seconda metà degli anni '90, in particolare con racconti e testi teatrali alcuni dei quali in napoletano. Ha scritto anche poesie, in gran parte inserite nei lavori teatrali elaborati collettivamente e rappresentati da un gruppo di donne de "La Goccia". Questo libro raccoglie i suoi scritti più significativi: poesie, racconti, opere teatrali, che vogliono offrire di Felicia un ritratto a tutto tondo che ne tenga vivo il ricordo tra le persone che l'hanno frequentata e amata, ma anche tra chi non l'ha conosciuta.

Pubblicato in Critica

A cura di Aida Ribero e Ferdinanda Vigliani

Tutto quello che avreste voluto sapere sul femminismo e non avete mai osato chiedere, visto non attraverso le immagini dei media - per la verità pochissimo fedeli - ma partendo dagli scritti delle protagoniste. Una possibilità, per chi è nata/o proprio negli anni in cui il femminismo faceva la sua rivoluzione, di avere informazioni affidabili e riflessioni di esperte.

100 titoli che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia delle donne, 56 autrici che hanno lavorato per selezionarli, discuterli e farne una scheda critica che al testo trattato aggiunge sempre qualcosa: se non altro in termini di attualità, ma il più delle volte evolvendo in modo creativo idee che già in partenza erano connotate da una forte originalità. La convinzione che ha guidato questo lavoro è stata fin da principio quella della sua unicità, accompagnata da quella della sua necessità. La difficoltà di orientarsi per la ricercatrice neofita nell'abbondante produzione di scritti del femminismo e la grave insufficienza che caratterizza in proposito le biblioteche tradizionali si sono imposte da subito come problemi generalizzati. Questo libro vuol essere la risposta: una guida, una mappa, un vademecum, una bussola, un aiuto indispensabile per chi vuole conoscere il pensiero delle donne negli anni Settanta. Perché proprio questo decennio (sia pure preceduto da anticipazioni)? La ragione principale di questa scelta è che gli anni '70 sono fortemente segnati dalla presenza del Movimento femminista, che in seguito si trasforma, e che gli scritti delle donne in quel periodo sono caratterizzati da una particolare incisività e ricchezza. Inoltre, alcuni dei volumi di questa guida sono oggi già quasi introvabili e, trattandosi di studi di valore, col fornire informazioni su di essi ci sembrava di contrastare una pericolosa tendenza all'oblio.
Pubblicato in Critica
Martedì 16 Giugno 2009 10:35

Presente remoto

Postfazione di Luisa Muraro

"Arrivò infine la risposta, e il suo tono era serio e circostanziato. Preferisco che ne parliamo dopo con calma, aveva detto sottovoce, e davvero per me quella sala non ebbe più né pareti né soffitto, e neppure pavimento se è per quello. Ma non c'erano alberi infiniti, non scorgevo il cielo e faceva un freddo da morire."

Il segreto di questi racconti è il dono dell'ironia, un'ironia costante e dosata, messa lì ad arginare un male sordo, forse, ma forse anche a velare una gioia. Segreto che mantengono con grazia, senza ostentazione.
Molti sono i racconti che s'arrestano apparentemente incompiuti. Finiscono nella forma dell'interruzione, lasciando qualcosa in sospeso, di cui sospettiamo che sia, ovviamente, l'essenziale e nello stesso tempo, mentre ironizzano sulla vana aspirazione alla sapienza del vivere, ci lasciano con il sentimento che i conti non tornano, è vero, ma che va bene così.
Pubblicato in Elledi
Venerdì 15 Maggio 2009 11:09

Un'identità intermedia

Basterà comunque riflettere sul fatto che tutto quello che noi sappiamo della realtà e soprattutto di quello che ne sta fuori è quasi niente. Perciò sarebbe un imperdonabile errore considerare questa storia finita qui.

«L’idea di usare l’elemento surreale per raccontare mi è sempre sembrata interessante perché lo vedo come un modo appropriato ed efficace per esprimere quel senso riposto della realtà umana che coincide con la parte non realizzata della personalità e cioè con l’insieme dei desideri, delle paure e in genere delle creazioni fantastiche che danno corpo e consistenza ai sentimenti dei personaggi, proiettandoli in un mondo che è soltanto loro, in cui l’immaginazione è ricchezza soggettiva che compensa la povertà del reale.» Così l’autrice presenta questa raccolta di racconti per il quale l’elemento immaginario resta lo spazio privilegiato in cui prendono vita le aspirazioni dei personaggi.
Pubblicato in Elledi
Martedì 14 Luglio 2009 10:25

Felicia Oliviero

 
 
 
Foto autrice
                                             

Felicia Oliviero

 

Felicia Oliviero, nata ad Ercolano nel 1948, è morta nel 2005 a Perugia, città dove era andata a vivere dopo il matrimonio. Ha partecipato attivamente alla vita politica, sia nel sindacato che, soprattutto, nel movimento femminista. La produzione letteraria è strettamente intrecciata al suo impegno che si è espresso anche con l'attività teatrale.

 

 Prefazione a "Legami controversi"

Nel maggio del '90, al congresso della Funzione Pubblica della CGIL di Perugia, conobbi una donna piccola, ma tenace, che già aveva alle spalle più di venti anni di lotta e di «presa di coscienza» (come si diceva negli anni '70). Quel giorno, mi ricordo, ero seduta davanti a lei; mi toccò le spalle e mi chiese: «Adesso parlerò io sulla violenza contro le donne; dirò a chi non vuole ascoltare di uscire fuori prima che cominci la mia relazione? che ne pensi?». La guardai e dentro di me pensai: «Questa è matta? io non la conosco? che cosa vuole da me?». Non immaginavo che da quel giorno quella donna sarebbe diventata la mia migliore amica. Un'amicizia vera.

Quella donna era Felicia Oliviero di cui sono raccolti sotto il titolo Legami controversi (il suo testo teatrale più completo e carico di significati) i lavori letterari che costituiscono la parte principale degli scritti, fra i quali vanno anche ricordati articoli, relazioni, interventi sulla tematica della condizione e del movimento delle donne. I testi sono stati scritti, per la maggior parte, nel periodo che va dal 1997 al 2001. Un arco di tempo breve e difficile, non solo per la brusca e drammatica interruzione, ma anche perché ha visto concentrate in maniera assillante le attività politiche, di lavoro, familiari che Felicia ha affrontato insieme alla sua scelta preferita, le rappresentazioni teatrali con il gruppo «La Goccia». Un periodo troppo breve per approfondire, com'era nelle sue intenzioni, lo stile e la tecnica narrativa di cui dichiarava esplicitamente il carattere «provvisorio». La consapevolezza di questa provvisorietà la portava a curare la formazione individuale e a partecipare a corsi di scrittura che, per lei, avrebbero dovuto rappresentare l'inizio di un percorso professionalizzante.

Felicia Oliviero elabora le sue riflessioni sull'essere donna oggi e sugli avvenimenti sociali e politici che più riguardano le donne, trattando alcune questioni centrali dei processi in atto e stimolando il dibattito e la comunicazione femminile attraverso le varie forme del linguaggio: poesia, racconti, teatro, ricordi. Le poesie sono legate alle iniziative contro la guerra, a ricordi dell'ambiente napoletano, a vicende familiari e personali. Alcune saranno incluse in testi teatrali de «La Goccia». La parte più impegnativa e consistente è formata da racconti e testi teatrali in cui la riflessione sulla tematica femminile si fonde con quella sull'oppressione familiare e sull'organizzazione sociale. Emerge la centralità della donna: la sessualità, la maternità, il lavoro di cura e la solitudine delle donne, la procreazione assistita, la violenza sessuale, la guerra, la mercificazione del corpo delle donne, la mafia, l'assenza dello Stato, il «potere maschile» esercitato anche dalle donne, i rapporti a volte problematici - legami controversi - fra le stesse donne: «vicinanza e insieme un sentimento che sfiora il rancore».

Le sue battaglie sono state combattute sempre per «altre» donne, tutte le donne che non fanno parte di quella minoranza di privilegiate, emancipate dei paesi sviluppati, che godono oggi di quelle «libertà-privilegi» conquistati sì attraverso le lotte che anche Felicia ha fatto nel movimento degli anni '70, ma che tuttavia oggi sono possibili solo al prezzo delle nuove forme di sfruttamento e di schiavitù globali su tutte le «altre» donne.

Felicia era sempre in prima linea, anche in difesa della legge 194: «Dobbiamo riprendere la parola per far sì che le conquiste delle donne non vengano cancellate e, a partire dalla situazione attuale, elaborare nuovi percorsi delle politiche di liberazione e riflettere sui limiti della politica emancipazionista».

Fondatrice dell'Associazione Culturale «La Goccia», Felicia ha sempre voluto fortemente un luogo in cui elaborare riflessioni su essere donna e, attraverso le varie forme di linguaggio artistico, promuovere il dibattito sugli avvenimenti sociali e politici che più riguardano la condizione femminile: luogo di scambio di conoscenze, di esperienze e di solidarietà tra donne di culture differenti. Peculiare è la sua propensione a esprimersi come scrittrice oltre che come interprete attraverso il teatro che costituisce la parte principale della sua produzione. È intorno alla metà degli anni '80 che prende corpo l'idea, a lungo rinviata, di utilizzare il teatro come forma di espressione politica. In un'intervista rilasciata anni dopo ad Antonio Colasanti in preparazione di una performance sul «Desiderio» dirà: «Il teatro è un'attività politica. Nel teatro il linguaggio mente meno, perché coinvolge anche il corpo, quindi non può mentire». Un linguaggio politico in cui, però, hanno posto emozioni e sentimenti. Così Felicia nel racconto Rifletto: «Ritornai tra i cuscini. Non so perché, ma, mentre cercavo un pretesto per piangere, mi sorprendevo della celerità con la quale passavo dall'amarezza alla gioia, timorosa e nello stesso tempo curiosa e felice per il viaggio che andavo a intraprendere. Un viaggio verso antiche ferite, con la segreta certezza di poterle guarire e andare avanti. Avevo imparato a non bloccare i sentimenti, perché consentono di fare scelte e avvertono dei pericoli; a non soffocare l'ira perché soffocata ti porta via anche la gioia; a fare i conti con il dolore. Lasciai fluire le angosce, le paure. Lasciai andare i pensieri?».

Tutta la sua produzione artistica è «un lasciare andare i pensieri» ma, come venne detto da Lidia Menapace nel presentare il racconto La scaletta, attraverso uno «straordinario intreccio tra politica, cultura ed emozioni».

Loucia Demosthenous

 


Articolo: "Legami controversi" - La presenza del presidente del Consiglio regionale Mauro Tippolotti alla presentazione del libro di Felicia Oliviero 15/6/2007

(Acs) Perugia, 15 giugno 2007 - Legami controversi è un libro composto da pagine di profonda riflessione sulla vita umana, sui valori, con interventi forti sulla tematica della condizione della donna. Felicia Oliviero, l'autrice, scomparsa nel 2005, è stata una figura di spicco, a Perugia, del movimento femminista affiancando all'impegno politico la passione per la scrittura. Il libro raccoglie i suoi scritti più significativi: poesie, racconti, opere teatrali che offrono di Felicia il ritratto completo di una donna che ha portato avanti battaglie sulla maternità, sulla legge 194, sulla fecondazione assistita, su tematiche importanti, molte legate alla sua contrarietà contro ogni tipo di guerra. Nel suo lavoro viene rimarcata spesso la sua origine napoletana, fino a definire Napoli e il napoletano "un popolo e una lingua". La presentazione del libro si è svolta nella sede dell'Inps di Perugia, dove l'autrice ha lavorato per moltissimi anni e dove i suoi colleghi l'hanno voluta ricordare leggendo alcuni versi del suo libro. Presente alla cerimonia anche il presidente del Consiglio regionale Mauro Tippolotti che, avendo conosciuto di persona Felicia Oliviero, ne ha sottolineato la "forte personalità." «Nel libro - evidenzia il presidente - viene riportata la forza di una donna impegnata nella salvaguardia di grandi valori. Nelle cose che ha scritto - aggiunge - viene esaltata la chiarezza e la trasparenza delle sue idee e dei suoi pensieri. Era una donna rigida, a volte anche dura, ma anche molto eclettica. Chi l'ha conosciuta non può essere rimasto indifferente e grazie a questo libro la potremo ricordare com'era e potremo continuare a viverla». Legami controversi è stato curato dall'Associazione culturale "La Goccia". AS/as

 

Pubblicato in Felicia Oliviero
 
 

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