
Giulia Civinini Arrighi, Anna Corsini, Beatrice di Pian degli Ontani, Francesca Alexander, Louisa Grace Bartolini, Giannina Milli, Erminia Fuà Fusinato. La donna tutta cuore e virtù: questo è il modello ottocentesco che sopravvive nel nostro immaginario. Parole di donne svelano l'ambiguità dello stereotipo.
Una ricerca su scrittrici nate o vissute a Pistoia nella seconda metà dell'Ottocento ci fa scoprire che molte furono insegnanti e diressero prestigiosi istituti, trasferendo l'impegno politico in un campo più legato alla tradizione femminile: l'educazione. Mostrarono particolare attenzione all'educazione del cuore, intesa più come conoscenza di sé e dell'altro che non come palestra di buoni sentimenti, secondo un'ottica riduttiva in cui sono invece state spesso confinate. Di due di esse, Giulia Civinini Arrighi e Anna Corsini, viene ripubblicata una parte degli scritti, come testimonianza di un percorso esemplare di crescita e formazione, che molto ha da dire ancora oggi sulle relazioni tra donne - madre/figlia e maestra/allieva - e sui fantasmi che le popolano.
Traduzione e postfazione di Emanuela Cavallaro
C’era una volta una fata, che si presentò a una giovane mamma. La mamma teneva in braccio il suo neonato e la fata le disse: «Puoi esprimere un solo desiderio per tuo figlio e io lo esaudirò». La giovane mamma ci pensò e disse: «Vorrei che mio figlio non piangesse mai». E la fatina lo uccise.
«Ho messo tutto in una scatola. Voi, noi, la vostra, la nostra vita: un secolo, buttato dentro senza cronologia. Le fotografie, i ritagli di giornale, gli annunci mortuari che avete sempre conservato, le lettere della nonna, le interviste del papà, il viso di una bimba sconosciuta con il nastro e il fiocco nei capelli, i documenti, le lettere, i ritratti a carboncino di un pittore amico. Cinquanta, trenta, cento anni fa, ieri. Ho messo tutto insieme in una scatola e ogni tanto ci affondo le mani, come nella terra, e pesco a caso un frammento di radice». Inizia con queste parole la raccolta di ritratti familiari con cui l’autrice compone il suo libro. In un momento di svolta nella vita in cui le radici assumono una funzione e vengono guardate con occhi diversi, con uno sguardo distaccato e lucido, ma ammorbidito dall’esperienza e unito alla consapevolezza dei limiti che l’età, per fortuna, ci regala.
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