
Sorella del massimo poeta tedesco è stata oggetto di particolare attenzione da parte degli storici della letteratura.
Cornelia appartiene alla generazione dello Sturm und Drang che con il culto del genio stravolge le regole di buono, utile e bello con cui l’illuminismo razionale credeva di definire mondo e arte. È l’esaltazione della fantasia, del sentimento, dell’individualità sfrenata.
Ma l’appassionata rivolta mostra i suoi tratti patriarcali, l’individuo che rivendica la sua totale affermazione è solo quello di sesso maschile. Quindi Cornelia fa parte della “generazione muta” dello Sturm und Drang che afferma il divieto del sapere per le donne.
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Cornelia, nata il 7 dicembre 1750, e Johann Wolfgang, il primogenito, maggiore di quindici mesi, sono gli unici sopravvissuti dei sette figli di una benestante famiglia francofortese. Il padre, Johann Caspar elabora per i figli un severo programma educativo. I due fratelli ricevono un’educazione egualitaria e si legano moltissimo diventando complici, confidenti, compagni insostituibili. Li chiamano i due gemelli. Il momento che segna per sempre la vita di Cornelia è la partenza di Johann Wolfgang, inviato a Lipsia nell’ottobre del 1765 per intraprendere, come il padre, gli studi giuridici. Cornelia è separata definitivamente dal fratello e inserita in un ruolo inferiore e obbligato. È qui che avviene la lacerazione che trasforma l’adolescente vitale e curiosa nella donna infelice e ha inizio la sua solitudine.
Cornelia e il fratello non sono più gemelli. Lei è una donna che deve accettare i limiti del suo sesso senza travalicarli. Lui un uomo che con l’autorità che le norme patriarcali gli attribuiscono pensa, agisce, premia e castiga.
Quando Wolfgang ritorna nel settembre del 1768 è ormai distaccato e critico nei confronti di Cornelia. In ottobre Cornelia inizia a scrivere un diario segreto che si prolunga fino all’agosto successivo. Cornelia comincia a fantasticare, rifugiandosi in un mondo fittizio. Osa cimentarsi come scrittrice. Sono lettere e poi pagine di diario che vengono spedite di nascosto all’amica Katharina Fabricius.
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Inventa storie, dove è protagonista di amori che si concludono tutti negativamente. Si addensa la cappa oscura della malinconia, una raggelante delusione finisce col sopraffarla. Non ha più prospettiva o speranza e si conclude definitivamente anche ogni esperienza di scrittura, poiché dalla vita Cornelia non avrà più niente da rappresentare.
Il fratello va a Strasburgo, comincia l’esaltante stagione sturmeriana che Cornelia segue con partecipazione nell’angustia della casa paterna. Quando lui torna nell’autunno del 1771 sembra ricostituirsi per un attimo l’antico rapporto: Wolfgang la rende partecipe delle sue esperienze, la porta con sé a Darmstadt dove si è riunito il gruppo che dà origine allo Sturm und Drang. Le amiche di Cornelia si sposano una dopo l’altra e anche lei compie il grande passo. Lo sposo, Johann Georg Schlosser, è laureato in legge, una posizione sicura, ed è amico del fratello di Cornelia.
Le nozze, celebrate l’1 novembre 1773, saranno infelici. Dopo i primi mesi di apparente intesa iniziano i dissapori. Schlosser pretende una moglie, Cornelia non è in grado di attendere ai doveri di padrona di casa. Alla delusione reciproca subentra ben presto una gelida indifferenza. Cornelia comincia a star male, mentre si rinchiude in sé, sempre più spenta e indifferente. La nascita della figlia la lascia spossata per due anni, Cornelia muore l’8 giugno
Paola Seveso
Biografia:
Sigrid Damm, Cornelia Goethe, ed. italiana a cura di M. Torre, Bollati Boringhieri, Torino 1991
♦ Della stessa madre, dello stesso padre. Tredici sorelle di geni.
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