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Giannina Milli

Giannina Milli

Nata a Teramo nel 1825, di ingegno precoce e facile memoria, improvvisava versi già a cinque anni. Il re di Napoli volle conoscerla e si impegnò a farla studiare in un collegio femminile. Non si applicò allo studio, lesse molto da sola e si affidò ad un maestro di canto. Più tardi si pose sotto la guida dell’improvvisatore novarese Regaldi che la incoraggiò.
Diede la sua prima accademica il 24 giugno 1847 e fu un trionfo; da allora continuò ad improvvisare in molte città italiane.
Trascinata dal suo amore patrio ebbe a cuore la causa unitaria nazionale, per questo i suoi versi furono vietati e fu minacciata di prigionia. Dopo la prima guerra di indipendenza riprese a girare l’Italia, considerata ormai la più grande poetessa improvvisatrice italiana e nel 1859 a Milano fu ricevuta dal Manzoni.
Nel 1865, tramite la giovane americana Francesca Alexander, che frequentava il suo salotto, volle conoscere Beatrice, la poetessa pastora che incontrò all’Abetone.
Aveva stabilito la sua residenza a Firenze dove abitava con la famiglia (madre, sorella e fratello) dietro la chiesa di S. Lorenzo. Il suo salotto era centro intellettuale frequentato da A. Vannucci, G. Giuliani, P. Villari. Fu amica della contessa Maffei che la considerava sua figlia diletta e con lei mantenne una lunga corrispondenza.
Nel 1860, per interessamento di alcune signore di varie città italiane che raccolsero un capitale da assegnare alla più meritevole tra le donne italiane, le fu decretata una pensione annua che, in seguito, da lei prese nome e continuò ad essere assegnata a donne benemerite nelle lettere.
Nel 1865 il ministro della pubblica istruzione la nominò ispettrice nelle scuole normali ed elementari di Livorno, poi a Napoli e nelle Puglie. Nel 1872 fu chiamata a dirigere la scuola normale magistrale a Roma.
Furono fatte edizioni diverse delle sue Poesie estemporanee, pubblicate in varie città d’Italia tra gli anni 1852 e 1867.
Nel 1876 sposò Ferdinando Cassone e con lui, provveditore agli studi, si trasferì a Caserta.
Morì l’8 ottobre 1888.

 

Le giardiniere del cuore. Una lettura di scritti femminili della seconda metà dell'Ottocento.

 
 

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