logo-tufani
Luciana Tufani Editrice
associazione culturale Leggere Donna

Ricerca nel sito

Anna Corsini

Anna Corsini

Anna Gherardi Dal Testa Corsini (1809 – 1883), conosciuta come Anna Corsini, dal cognome del marito, è presentata come modello perfetto di donna, secondo le aspettative tipiche del secolo XIX che, se pur cominciava a familiarizzarsi con l’idea dell’istruzione estesa al mondo femminile, ne temeva le conseguenze e costantemente ne invocava il limite, la misura. Una donna poteva, doveva studiare, a patto di non essere troppo interessata alla esibizione pubblica del suo sapere.
Anna all’età di otto anni viene affidata ad un educandato, qui le vennero impartite un’educazione e istruzione sbagliate e fiacche così ella uscì da quel ritiro a 18 anni, timida, pallida, trepidante nell’aspetto e nelle idee.
Tornata in famiglia ebbe la fortuna di partecipare alle lezioni che venivano impartite al fratello Tommaso e che le servirono da guida negli studi e nelle letture che intraprese da sola.
La sua pur inadeguata preparazione culturale le darà modo, ancora giovanissima, di provvedere al proprio sostentamento, quando, morto il padre, si ritroverà nella necessità di dare aiuto alla famiglia.
Decide infatti di dedicarsi all’insegnamento. All’insegnamento si rivolgerà ancora per trarne vantaggio economico, dando lezioni di italiano, francese, storia, geografia e lavori femminili nel conservatorio di S. Giovanni Battista in Pistoia, dopo l’arresto del marito Paolo Corsini, patriota, da parte degli Austriaci tornati in Toscana nel 1849 e ne farà l’elemento forte della sua vita, accettando nel 1851 di assumere l’incarico di Ispettrice nell’Istituto Femminile delle Peschiere in Genova.
Nelle sue memorie esprime l’angoscia di sentirsi inadeguata, non all’altezza di quel compito che non doveva esser certo facile.
Anna Corsini era sensibile al richiamo eroico-romantico di amore per la patria, di sacrifici per la sua affermazione, lo testimoniano le memorie che scrive negli anni 1847/48/49. La preoccupazione per il fratello Tommaso, impegnato con altri amici patrioti pistoiesi sul campo di Curtatone e Montanara, e la desolazione per l’arresto del marito non riescono ad abbattere il suo carattere forte e si dichiara “eroicamente” pronta per l’indipendenza d’Italia.
Non è tuttavia da ricercare nei suoi scritti a tema patriottico la connotazione risorgimentale della sua vita, quanto piuttosto nell’utilizzazione del lavoro di educatrice come strumento di emancipazione e partecipazione alla realtà sociale e politica del suo tempo. Fu naturalmente sua cura suscitare nelle giovani allieve quell’entusiasmo patriottico che l’accomunava alle fondatrici stesse dell’Istituto.
Nel racconto “Le esuli” fa annotare ad una delle protagoniste quelli che erano gli obiettivi del suo programma pedagogico. E ancora nei Consigli educativi vuole rivelare un approccio moderno alle varie discipline.
Anna chiede aiuto alla natura, alla sua bellezza e tranquillità per uscire da uno stato di intensa sofferenza in cui si trova: “oh se fossi madre” è la risposta invocativa, l’unica soluzione proposta adatta a contenere tanta ricchezza di aspettative, tante aspirazioni di bellezza e perfezione che sente di avere dentro di sé, insieme alle incertezze di una traduzione pratica nella realtà. E in mancanza di un figlio, l’unica gioia è l’essere amata come una madre-vicaria, come un’educatrice.
Furono anni intensi quelli passati all’Istituto delle Peschiere, felici per l’affetto che le dimostravano le allieve e alcune delle fondatrici, per l’amicizia con il pistoiese Francesco Franchini, e altri patrioti come il Mariani, il Vannucci, Luigi Mercantini e la moglie, difficili per i contrasti che sorsero e che le fecero scrivere nell’ottobre 1854, quando stava per abbandonare il suo incarico di ispettrice: «Quanti disinganni ho avuto…quanto differentemente intendo l’educazione». Però i momenti passati con le allieve li imprime su carta e sono le sue parole più fresche e leggere, insieme a quelle che descrivono il paesaggio genovese del mare, accumulate dallo stato di grazia di un periodo importante e fecondo della sua vita.

 
 

Associazione Culturale Leggere Donna - Luciana Tufani Editrice
Via Ticchioni 38/1 - 44122 Ferrara | tel/fax 0532/53186 - e-mail luciana.tufani@gmail.com