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Fanny Lewald

Fanny Lewald

Fanny Marcus nacque a Königsberg nel 1811. Si trasferì a Berlino per seguire l’ancora sconveniente vocazione di scrittrice, raggiungendo in breve il successo con romanzi – Clementine (1842) e Jenny (1843) – che affrontano temi di scottante attualità con decise prese di posizione a favore dell’autodeterminazione, come si sarebbe detto successivamente, delle donne. Nel 1845 pubblicò Eine Lebensfrage e nel 1847 Diogena nel quale si prendeva gioco della famosa scrittrice Ida Hahn-Hahn.
Il nome Lewald (frutto di una sostituzione fatta dal padre) sarà scelto dalla scrittrice per firmare le sue opere, anche dopo il matrimonio col romanziere Adolf Stahr. Per oltre quarant’anni si sostenne con le sue forze, pubblicando e vendendo le sue opere.
Del Vormärz, il periodo precedente la rivoluzione del ’48 a cui aderì con passione, fu un’esponente di primo piano, schierata ad ottenere per sé e per le altre il diritto al matrimonio d’amore, all’istruzione, al lavoro. Nonostante il successivo ripiegamento su posizioni sempre più moderate, la scrittrice avrebbe continuato sempre ad appoggiare le battaglie delle sue compagne di sesso. L’autobiografia La mia vita (1861-1862) e i successivi pamphlets Lettere pasquali per le donne (1863) e Pro e contro le donne (1870), apprezzato da Stuart Mill, contribuirono all’affermazione del movimento femminista borghese in Germania e rimangono tuttora testimonianze importanti dell’emancipazionismo ottocentesco, rivelandone limiti e disagi, conquiste e sconfitte.
Testimone oculare degli sviluppi delle sommosse a Parigi, Berlino e Francoforte, ne offrì un resoconto particolarmente obiettivo nell’opera Il dem Jahre 1848 (1850), basata soprattutto sulle lettere scritte al marito.
Osservatrice acuta dei cambiamenti politici che interessano l’Europa in quel periodo, la Lewald collaborò con il giornale «Femmes», sostenendo con insistenza l’emancipazione della donna nella scolarizzazione, nel lavoro e nella parità dei diritti nel rapporto matrimoniale, avanzando proposte sul diritto al divorzio.
L’Italia è metà dei suoi viaggi intrapresi con Adolph Stahr (un uomo sposato e con figli, filologo e scrittore, con cui Fanny trova il coraggio di legarsi in un rapporto scandaloso al di là delle convenzioni) e documentati con ben 5 libri: Album italiano (1847), il più significativo insieme a Diario romano, ed inoltre, scritti con lui, Un inverno a Roma (1869), Lettere di viaggio dalla Germania, Italia e Francia (1880) e Da Sund a Posillipo. Lettere dagli anni 1870-71 (1882).
Nonostante la sua militanza nel campo della parità dei sessi, i punti di vista della Lewald sono spesso stati fraintesi, giudicati conservatori e, addirittura, anti-femministi. Questo perché ella credeva che pretendere con arroganza e troppo palesemente i diritti delle donne potesse ostacolare, piuttosto che aiutare, la causa dell’uguaglianza.
Fanny Lewald morì nel 1889, inseguendo il sogno di veder applicato il suffragio universale.

 
 

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