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Paola Drigo

Paola Drigo

Paolina Valeria Maria nasce a Castelfranco Veneto in provincia di Treviso nel 1876 da Luigia Anna Loro e dal conte Giuseppe Valerio Bianchetti, ma diviene nota al pubblico dei lettori come Paola Drigo, cognome acquisito in seguito alle nozze.
La nascita in una famiglia aristocratica, colta e ricca di contatti, influenza sicuramente la sua formazione. Paola cresce in un ambiente raffinato, animato da relazioni con il mondo della cultura politica e letteraria del tempo. La ragazza compie studi classici, frequenta, quale prima studentessa nella storia dell’Istituto, il liceo “Canova” di Treviso.
Si sposa giovanissima all’età di vent’anni con l’ingegnere padovano Giulio Drigo e si trasferisce a Mussolente, nei dintorni di Bassano del Grappa, nella villa Ca’ Soderini di proprietà del marito; da questa unione nascerà un figlio, Paolo, nel 1899.
Il soggiorno nella tenuta veneta negli anni che precedono la Grande Guerra è interrotto da una lunga permanenza a Roma, ma lo scoppio del conflitto la riporta nel Veneto dove dovrà assistere il marito che, debilitato nel fisico, progressivamente si spegnerà; la sua morte la costringerà ad occuparsi dell’amministrazione dell’azienda agricola di Mussolente. Questa difficile esperienza, unita al problematico rapporto con il figlio adulto, che è lontano e del quale non ha le notizie, diventeranno materia per la stesura di una delle sue opere della maturità, Fine d’anno, un lungo racconto autobiografico, una «scrittura della memoria», in cui una donna matura si scopre, parla di sé, delle sue insicurezze e angosce.
La scrittrice compie ancora frequenti viaggi a Roma, a Milano, a Padova, dove si trasferisce stabilmente nel 1937 [...].
Gravemente ammalata di ulcera gastrica, non può uscire e trascorre lunghe e interminabili giornate ferma e sdraiata ad osservare la vita del fiume e della strada, pervasa da un profondo struggimento per la natura che può cogliere solo dalla finestra della sua abitazione. Da spettatrice della vita, la donna è immersa in pensieri sulla morte, sulla paura della fine, tanto da sentirsi divorata da questo conversare in solitudine con se stessa, con le proprie inquietudini, come da una feroce fiera. Nel suo ultimo scritto pensando alla propria morte conclude: «No, non sono pronta. Lasciami qui ancora un poco, o mio Dio». Dopo lunga malattia Paola Drigo muore a Padova il 4 gennaio del 1938.

 

Estratto dalll’introduzione di Fuori norma. Scrittrici italiane del Novecento: Vittoria Aganoor, Paola Drigo, Rosa Rosà, Lina Pietravalle, a cura di Barbara Marola. 

 
 

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