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Erika Mann

Erika Mann

Erika, primogenita di Thomas Mann, è nata il 9 novembre 1905. Thomas desiderava un figlio maschio e questo desiderio viene esaudito esattamente un anno più tardi, con la nascita di Klaus. Contro le aspettative del padre Erika sarà la più amata e vicina dei sei rampolli, e secondo le previsioni del padre, bella sarà, di una bellezza fuori dai canoni.
Erika e Klaus, pressoché coetanei, somiglianti e legatissimi tra loro, crescono tra gli agi, circondati fin dall'infanzia dalle più eminenti personalità. Erika è un autentico diavolo, un maschiaccio, bugiarda, sfrontata, insuperabile negli scherzi. Le imitazioni di illustri vicini e visitatori fanno ridere fino alle lacrime il celebre padre. I due fratelli giovanissimi decidono di dedicarsi al teatro, una delle passioni di famiglia.

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Klaus comincia nel 1924 l'attività di critico e autore drammatico. Erika, dopo la maturità, faticosamente ottenuta, si trasferisce a Berlino per diventare attrice e poco dopo la raggiunge il fratello. Vivranno insieme, pienamente, i folli anni Venti, l'atmosfera confusa ed esaltante della Repubblica di Weimar, fino al suo tragico epilogo. Nel 1925 ha luogo ad Amburgo Ania e Esther di cui Klaus è autore ed interprete, insieme a Pamela Wedekind, Erika e Gustav Gründgens. L'opera suscita reazioni contrastanti nel pubblico e, attaccata ferocemente dai critici, suscita un autentico scandalo.

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Erika stima molto il fratello, che ritiene più dotato di lei, recita nell'opera successiva di lui, un fiasco clamoroso, da cui è l'unica a salvarsi, riscuotendo pressoché unanimi riconoscimenti per la sua interpretazione. Ha inizio così una folgorante carriera di attrice. Dopo alcuni piccoli ruoli appare nella controversa Sei personaggi in cerca di autore pirandelliana e poi in ruoli di protagonista nei più prestigiosi teatri di Amburgo, dove vive la sua breve esperienza matrimoniale con Gründgens, Francoforte, Berlino.
Ma non esita un istante a lasciare tutto per partire con il fratello. Nell'ottobre del 1927 si imbarcano per Rotterdam poi New York, attraverso Hawaii, Giappone, Corea, Cina e Russia. Faranno ritorno a Berlino solo nove mesi più tardi. Ne verrà fuori il loro primo libro a quattro mani, dove sono fissate le impressioni quasi pionieristiche del viaggio. E così anche Erika, l'attrice di successo, colpita dalla "maledizione di famiglia" ha cominciato a scrivere, dando inizio, senza saperlo, a una nuova attività. Tra il 1928 e il 1933, l'anno dell'ascesa al potere di Hitler, scriverà più di cento pezzi tra articoli, note, impressioni e pubblicherà contemporaneamente libri per bambini che otterranno grande successo e verranno poi ripubblicati dopo la guerra insieme ad altri volumi.
Ritornati in Germania, i due rampolli Mann, riprendono la loro vita errabonda e le loro molteplici attività, senza perdere occasione per rivedersi, in vacanza o a Monaco nella casa paterna rimasta sempre un punto di riferimento.

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Erika però non si fermerà a lungo in Germania, infatti parte di nuovo con Klaus per un tour automobilistico in Nord Africa, dove rimangono due mesi immersi nel colore locale consumando hashish. Poi Erika, con l'amico di infanzia Ricki Hallgarten, si iscrive a un rally automobilistico europeo, in cui, neanche a dirsi, risulta vincitrice. È il 1931, stavolta è proprio la fine dell'età dell'innocenza e dell'incoscienza. Di lì a poco Ricki si suicida, nonostante i tentativi di Erika di tenerlo in vita, mentre sempre più fosche si addensano le nubi sulla fragile repubblica di Weimar. Klaus comincia a scrivere articoli che denunciano l'intolleranza e la violenza fascista. Erika, egualmente disgustata dall'avanzata dei nazisti, accetta di partecipare con voce recitante a una iniziativa della lega femminile internazionale per la pace, indetta a Monaco il 13 gennaio 1932 una data che cambia la sua vita.
Erika diventa un'attrice disoccupata, ma non resta con le mani in mano: realizza, così, "Die Pfeffermühle" (il macinapepe), un nome dovuto al grande Thomas. In questo kabarett Erika può valorizzare tutte le sue capacità. L'1 gennaio 1933, esattamente un mese prima della presa al potere di Hilter, apre i battenti questo spettacolo che finisce col rappresentare l'ultimo tentativo di opposizione alla barbarie da parte della ragione e della cultura. Ottiene un grande successo. Dopo due mesi di successi lo spettacolo viene interrotto, per riprendere, secondo i progetti ad aprile. Erika va in Svizzera con Klaus per riposare e lavorare con lui ai nuovi testi. Ma non ci sarà ritorno; consapevoli dell'impossibilità di vivere sotto il regime nazista, i due prendono la via dell'esilio. Erika porta Die Pfeffermühle in tournée attraverso l'Europa per far sentire la voce della Germania antinazista, ormai in esilio, e incitando alla lotta.

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Come già nove anni prima Erika e Klaus vanno alla conquista del nuovo continente, che diventerà la nuova patria per loro e per i genitori e dove inizierà una nuova vita. Ha inizio così l'attività di conferenziera, che fino al 1943 costituirà la sua attività principale e la porterà in giro per gli Stati Uniti. Nel 1939 inizia con Klaus un nuovo proficuo periodo di collaborazione. L'ultimo.
Tra il 1939 e il 1949 pubblicano due libri che li rendono definitivamente famosi per sé e non più come figli di Thomas Mann e ne fanno due esponenti di spicco dell'emigrazione: Escape for life e The Other Germany. Immediatamente dopo Erika scrive da sola il suo secondo libro americano The Lights Go Down.
Erika è nel cuore degli avvenimenti seguendo lo sbarco in Normandia e la vittoriosa compagnia alleata in Europa e in Medio Oriente si appassiona per i problemi della Palestina e ipotizza uno stato binazionale arabo-ebraico.
Il processo di Norimberga, dove è accreditata come giornalista, le offre l'occasione di confrontarsi definitivamente con i nazisti sconfitti. Può tornare nella sua amata Monaco. Nonostante la separazione, con Klaus non si è mai interrotto il rapporto; continua la corrispondenza, sono persino riusciti a incontrarsi a Roma nell'ottobre 1945. Affetto e stima sono sempre intatti, ma Klaus soffre di lontananza e precipita sempre più nella depressione. Il progetto di un nuovo libro in comune sulla Germania del dopo guerra non va in porto. Klaus si uccide il 21 maggio 1949 a Cannes.
Iniziano anni terribili per Erika con delusioni pubbliche e private. Senza più patria, senza Klaus.
La salvezza viene dal padre che le propone di diventare sua collaboratrice. Nella casa dei genitori, stabilitisi definitivamente in Svizzera, dà inizio all'ultima fase della sua multiforme attività.
Dopo la morte del padre si dedica alle opere dei suoi defunti. L'affliggono disturbi di ogni genere che alla fine la inchioderanno alla sedia a rotelle, conseguenza di una vita senza riguardi e del consumo di droghe. Muore nel 1969.

Paola Seveso

 

Opere e Biografie:

La scuola dei barbari, La Giuntina, Firenze 1997

Caro mago. Lettere e risposte 1922-1969, Il Saggiatore, Milano 1997

Viaggio intorno al mondo, in collaborazione col fratello Klaus, Archinto, Milano 1999

 

Della stessa madre, dello stesso padre. Tredici sorelle di geni.

 
 

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