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Attraverso la rilettura di tre romanzi - The Wild Girl, The Book of Mrs Noah e Sante impossibili - l'autrice di questo saggio prende in esame uno dei temi ricorrenti della scrittura di Michèle Roberts: la funzione normalizzatrice della religione a cui si oppone "l'eresia" di donne che vogliono riappropriarsi del loro corpo e della loro mente.

L'atto di scrittura per Michèle Roberts tende a rimembrare (nel senso specifico di ricomporre mediante la memoria) l'identità di un soggetto donna smembrato nella dicotomia spiritualità/carnalità entro il modello gerarchizzante maschile/femminile. I concetti legati a tale scelta terminologica (rimembrare-smembrare) sono pertanto narrativamente resi in maniera suggestiva nell'immagine del reliquiario nel romanzo Sante impossibili che coi "corpi a pezzi" delle sante farà da contrappunto simbolico alla riscrittura delle loro vite.
L'intento è quello di dare una rappresentazione delle donne più aderente alle loro esperienze specifiche in un processo di re-visione e di contrapposizione ai modelli femminili idealizzanti o demonizzanti della narrativa canonica. In particolare la scrittrice fa riferimento ai modelli della tradizione cristiano-cattolica, in cui spiritualità e corporeità appaiono scisse e in cui il peccato è rappresentato dalla stessa "carnalità" femminile.

Pubblicato in Critica
Mercoledì, 03 Giugno 2009 11:35

Sante impossibili

Traduzione di Giorgia Sensi


Cibo sesso e Dio - i temi ricorrenti della narrativa di Michèle Roberts - tornano in questa riscrittura parodica delle vite di sante della Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine; riscrittura che non dimentica Freud, facendo dell'attrazione amorosa tra padre e figlia il filo conduttore che attraversa tutto il romanzo.

Vite di sante impossibili, raccontate con toni ora drammatici, ora comici, macabri o grotteschi, si alternano ai capitoli della viata di Josephine, che verrà dichiarata santa solo dopo aver capito che per trovare Dio non deve cercare la rinuncia, ma il piacere. Storie sospese fuori dal tempo e dallo spazio, in una suggestiva contaminazione fra antico e moderno fusi dalla scrittura sontuosa, poetica, coinvolgente di una delle più grandi tra le scrittrici inglesi di questi anni.

Pubblicato in Elledi
Mercoledì, 03 Giugno 2009 11:03

Lo scambio

Traduzione di Giorgia Sensi

Postfazione di Ornella De Zordo


L'intreccio di Lo scambio ruota attorno a un segreto la cui remota esistenza condiziona oscuramente fatti e situazioni. Il genere della detection innesta le sue riconoscibili strategie su quelle dominanti del romanzo storico e del romance, a produrre un ibrido narrativo che si conferma la cifra della scrittura di Michèle Roberts.

Dietro a Jemima, una delle protagoniste di Lo scambio, aleggia l'ombra di Mary Wollstonecraft che, oltre a comparire tra i personaggi del romanzo nella veste di maestra e amica di Jemima, cede molti tratti della sua personalità e della sua esperienza alla creazione di quest'ultima. Altre persone reali compaiono nel romanzo come comparse, accanto a personaggi che, sotto pseudonimo, invece li incarnano, con un artificio letterario che produce un ironico gioco di ruoli. Dietro i nomi fittizi di William e Polly Saygood, Paul Gilbert, Annette Vallon, Fanny Skynner sono infatti chiaramente riconoscibili le figure reali di William e Dorothy Wordsworth, di Gilbert Imlay, con cui Mary Wollstonecraft ebbe un'appassionata relazione, di Annette Villon, l'amante francese di William Wordsworth con cui egli ebbe una figlia, e di Mary Hutchinson che William sposò dopo aver abbandonato Annette.
Pubblicato in Elledi
 
 

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