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Marie Madeleine de Lafayette

Marie Madeleine de Lafayette

Marie-Madeleine Pioche de la Vergne, meglio conosciuta come Madame de Lafayette (o La Fayette) dal cognome del marito, è nata a Parigi il 18 marzo del 1634, prima di tre sorelle. Alla morte del padre, nel 1650, la madre si risposò con Renaud de Sévigné che, coinvolto nella Fronda, fu esiliato nel 1652. Marie-Madeleine seguì il patrigno nel suo esilio e ritornò a Parigi solo per il matrimonio con il conte de Lafayette, un matrimonio di interesse tra un nobile spiantato e una ricca ereditiera. Per i primi anni, Madame de Lafayette visse in campagna con il marito ma poi, tornata a Parigi e diventata dama di corte di Enrichetta d’Inghilterra, visse separata dal marito col quale mantenne però sempre dei rapporti di amicizia e che continuò ad aiutare ogni volta che fu possibile.
Nel 1656 aveva conosciuto Madame de Sévigné, nipote del suo patrigno, che rimarrà per sempre la sua migliore amica e della quale, nel 1659, scrisse un ritratto, secondo la moda del tempo iniziata da Anne-Marie d’Orleans, duchessa di Montpensier (cugina di Luigi XIV e più nota come La Grande Mademoiselle), che ne fece pubblicare una raccolta dal titolo Galerie des portraits et éloges. Il ritratto della Sévigné presente nella Galerie è il primo scritto di Madame de Lafayette e rimarrà l’unico di cui ammetterà di essere l’autrice.
I successivi scritti di Madame de La Fayette, che aveva iniziato a frequentare i salotti delle Preziose e a partecipare alle loro conversazioni, non saranno mai firmati sia perché risultato finale di un’opera collettiva di elaborazione sia per la reticenza dell’autrice.
La princesse de Montpensier, pubblicato nel 1662 e oggi attribuito a Lafayette, comparve anonimo come il precedente Le Triomphe de l’indifférence, un dialogo tra due giovani donne che è nello stesso tempo una sintesi delle teorie sull’amore delle Preziose e una dichiarazione d’intenti di Madame de La Fayette che anticipa il finale della sua opera più famosa, La principessa di Clèves.
Nel 1665 inizia la relazione con La Rochefoucauld, col quale vivrà un rapporto di reciproca stima e intesa intellettuale, oltre che amoroso, fino alla morte di lui nel 1680.
Nel 1669 e nel 1670 escono il primo e il secondo volume di Zaïde (o Zayde, histoire espagnole), entrambi firmati da Jean Segrais. Il primo era preceduto da un’introduzione scritta da Daniel Huet, Traité de l’origine des romans, in cui si attribuisce a Madeleine de Scudéry il merito di avere creato e portato alla perfezione il genere romanzesco.
Nel 1678, dopo che erano già state scritte La contessa di Tenda e la Storia di Enrichetta d’Inghilterra che però verranno pubblicate solo nel 1724 e nel 1720, viene pubblicata La principessa di Clèves. Accompagnato da un grande battage pubblicitario (su «Le Mercure galant» si aprì un dibattito con i lettori riguardo a l’aveau della protagonista, ossia sull’opportunità o meno della confessione che la principessa fa al marito del suo amore per il duca di Nemours), il romanzo ottenne un grande successo al quale non fu estranea l’abitudine a dibattere temi amorosi che i salotti delle Preziose avevano creato. La scelta finale della protagonista, rimasta vedova, di rifiutare il matrimonio con Nemours e di vivere «chez elle», poco compresa allora e meno ancora oggi, è una chiara conseguenza della condivisione da parte di Madame de La Fayette degli ideali delle Preziose e non può essere spiegata correttamente se non si tiene conto della sua appartenenza a questo gruppo e di quanto non solo la scrittura ma anche il modo di pensare e di agire di Madeleine de Scudéry avessero influenzato i romanzi di Lafayette. La principessa di Clèvesnon è quindi l’isolato capolavoro della donna a cui viene riconosciuto dalla critica di aver dato origine al romanzo psicologico moderno ma il frutto maturo di una tradizione femminile che proprio nel romanzo ha trovato la forma ideale di espressione.
Negli anni seguenti furono scritte le Mémoires de la Cour de France pour les années 1688 e 1689, pubblicate però dopo la morte della scrittrice avvenuta a Parigi nel 1693.

Luciana Tufani

 

Traduzioni italiane delle opere di Madame de La Fayette:

La principessa di Clèves, Rizzoli (BUR), Milano 1952, 1986, con un saggio introduttivo di Armanda Guiducci sulle Preziose (altre edizioni recenti sono quelle di Garzanti, Milano 1988, 1993; Einaudi, Torino 1999; Se, Milano 1997).

La storia di Enrichetta d’Inghilterra, Feltrinelli, Milano 1983.

La principessa di Montpensier e La contessa di Tenda (insieme alla Storia di Alfonso e Bélasire da Zayde) sono in L’amore geloso, Sellerio, Palermo 1980, 1992.

Clara Sereni presenta Zaïde di Madame de La Fayette, Laterza, Bari 1995.

Marie-Madeleine de Lafayette, Zaïde, Tufani, Ferrara 1996.

Madame de La Fayette, Zayde, Fazi, Roma 1996.

 

Venerdì, 19 Giugno 2009 08:48

Zaïde

Traduzione di Tina D'Agostini e Monica Fiorini
Prefazione di Luciana Tufani


Tenere eroine e nevrotici eroi in un intrecciarsi di vicende complesse e appassionanti. La prima traduzione integrale di un classico della letteratura francese di sorprendente modernità.

Romanzo ad incastro, in cui, come in scatole cinesi, dentro a un racconto che fa da cornice se ne inseriscono man mano altri, Zaïde anticipa temi e comportamenti ancora attuali. Finora ne erano state tradotte e pubblicate solo alcune parti. Va letto invece nella sua interezza, in questo intrecciarsi di storie che si completano l'una con l'altra, per contrasto o per affinità; storie interrotte e poi riprese in cui i punti di vista cambiano, con l'effetto di illuminare nuovi aspetti delle vicende o diversi lati della personalità dei protagonisti. Movimentato e appassionante, Zaïde sembra aver inventato le tecniche del romanzo d'appendice e della soap-opera; i suoi personaggi, dalla psicologia spesso contorta fino al limite della patologia, sembrano invece aver ispirato i più tormentati e nevrotici eroi del romanzo moderno.  

 
 

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