logo-tufani
Luciana Tufani Editrice
associazione culturale Leggere Donna

Ricerca nel sito

Hélène Cixous

Hélène Cixous

Hélène Cixous nasce a Orano, in Algeria, il 5 giugno 1937 da una famiglia ebrea che discende da due differenti linee di diaspora. Gli antenati della madre sono cecoslovacchi, austriaci, tedeschi, gli antenati del padre sono arrivati in Africa dalla Spagna. Nella famiglia paterna si parla lo spagnolo, il francese dei colonizzatori europei, l’arabo. Nella famiglia materna si parla tedesco, una lingua che Hélène Cixous dovrà in seguito riconquistare. Questa breve mappa di orientamento nelle sette patrie e nelle sette lingue sempre già perdute, come le chiama in Jours de l’an (des femmes, 1990) disegna, più che lo spazio di un radicamento, una rete di spostamenti dove domina la tensione tra il radicamento e lo sradicamento. Nella sua opera l’autrice esprime questa tensione non nella forma dell’esilio, e della nostalgia che lo accompagna, ma come possibilità di movimento e capacità di riconoscere e rispettare le differenze. L’errare cixousiano tra luoghi e parole che giungono da tutti i punti cardinali implica una potenzialità di incontro e di scambio, diventa il mobile punto di vista dal quale si può guardare alle molte forme di “cattivo radicamento” e alle distruzioni che le accompagnano.
L’infanzia di Hélène Cixous coincide con gli anni della seconda guerra mondiale, l’epoca dei nazionalismi e dell’antisemitismo che colpisce la famiglia a nord ma anche a sud (durante il governo di Vichy perdono la cittadinanza francese, ottenuta con il decreto Crémieux solo nel 1870, e il padre non può più esercitare la professione medica). In seguito è la guerra d’Algeria, che scatena altri nazionalismi e altri razzismi, ad allontanare la famiglia da Orano, città dove Hélène Cixous non è in seguito più tornata. Il padre muore nel 1948, e la madre diventa ostetrica e esercita la sua professione nelle bidonville di Algeri per diversi anni anche dopo la partenza della figlia. È tuttavia espulsa definitivamente nel 1971. Hélène Cixous giunge invece in Francia nel 1955, e là, come dice in una lunga intervista a Mireille Calle-Gruber (Photos de racines, Paris, des femmes, 1994), adotta una nazionalità immaginaria che è la nazionalità letteraria.

A Parigi, in una situazione completamente diversa rispetto agli anni algerini, non è più l’appartenenza alla comunità ebraica ad essere in primo piano, ma il fatto di apprendere bruscamente che “ma vérité inacceptable dans ce monde était mon être femme” (op.cit.); juifemme come scriverà all’inizio degli anni settanta. Tale verità inaccettabile in questo mondo implica a sua volta – come l’errare della famiglia – una complessa forma di continuità con la scrittura. A partire dagli anni settanta infatti il suo nome e i suoi scritti, sempre più numerosi, saranno associati al dibattito sulla differenza sessuale e l’écriture féminine.
Nel corso degli anni sessanta H. Cixous intraprende una ricerca di dottorato dedicata a James Joyce (L’exil de James Joyce ou l’art du remplacement, Grasset, 1969) e una carriera universitaria che la mette presto a confronto con l’istituzione e con le critiche che si levano contro di essa.
Nel 1968 partecipa alla creazione di una università sperimentale a Vincennes. Il consiglio cui dà vita per la fondazione di quella che è oggi Paris8-Vincennes si propone di trasformare l’Università francese in modo durevole. Varie cattedre sono affidate a scrittori e scrittrici, tra cui Michel Deguy, Michel Butor, Lucette Finas, o a innovatori nel campo della critica e della teoria letteraria, come Gerard Genette, Jean-Pierre Richard, Tzvetan Todorov, e della filosofia, come Michel Foucault, Michel Serres e Gilles Deleuze. A Serge Leclaire è affidata l’organizzazione del primo dipartimento di psicanalisi in Francia. Nel 1969 pubblica il suo primo testo letterario, Dedans (Grasset), e contemporaneamente inizia a insegnare letteratura inglese a Paris8.
La fine del decennio 1960 e la prima metà del successivo rappresenta un periodo intenso e ricco di mutamenti. Nel 1970 partecipa alla fondazione, insieme a Genette e Todorov, della rivista “Poétique”, sulla quale pubblicherà saggi dedicati, tra gli altri, a Freud, Poe, Hoffmann e Joyce raccolti poi in volume (Prénoms de personne, Seuil, 1974). Nello stesso tempo prende anche attivamente parte al GIP (Groupe Information Prison), con Foucault, e, dopo la scoperta del lavoro teatrale della compagnia di Ariane Mnouchkine, propone a Foucault di associare il Théâtre du Soleil al GIP. La collaborazione con la compagnia porta alla presentazione di brevissimi spettacoli davanti alle prigioni, sempre interrotti dall’intervento della polizia.
La fondazione del dottorato in Etudes féminines a Paris8 è del 1974; si tratta del primo centro di questo tipo in Europa e la sua creazione coincide con il momento in cui la ricerca personale di Hélène Cixous, proseguita intensamente anche a livello letterario, incontra il movimento di liberazione delle donne e la scrittrice sente la necessità di dare visibilità in modo nuovo, a livello universitario, a ciò che il movimento porta in primo piano. Escono in quegli anni molte fictions poetiche: Le troisième corps e Les commencements (Grasset, 1970), Un vrai jardin (L’Herne,1971), Neutre (Grasset, 1972), Tombe (Seuil, 1973), Portrait du Soleil (Denoël, 1973) e Révolution pour plus d’un Faust (Seuil, 1975); tutti testi che non solo affrontano in maniera critica la cancellazione della differenza sessuale, ma si offrono come concreto spazio di iscrizione della differenza e del femminile. Contemporaneamente, nell’ambito degli insegnamenti proposti dal Centre d’Etudes féminines, H. Cixous inizia a tenere un seminario di dottorato dedicato alla Poétique de la différence sexuelle. Il seminario a partire degli anni ottanta sarà affiliato al Collège International de Philosophie, istituzione fondata nel 1983.
Negli stessi anni, 1974, ’75, ’76, H. Cixous scrive alcuni dei saggi che le hanno dato maggiore notorietà soprattutto fuori dalla Francia (in particolare Le Rire de la Méduse (1975) e La jeune née (1975), insieme a Catherine Clément) e inizia a pubblicare presso le éditions des femmes fondate da Antoinette Fouque nel 1973. Souffles (1975) è il primo libro pubblicato presso des femmes, seguito quasi subito da La, e Partie nel 1976, Angst (1977), Préparatifs de noces au-delà de l’abîme (1978), e Ananké (1979). La pubblicazione esclusiva con des femmes è una scelta politica cui tiene fede fino agli anni più recenti. Del 1975 è anche la pubblicazione della sua prima pièce teatrale, Portrait de Dora (una riscrittura del caso Dora di Freud), messa in scena al Théâtre d’Orsay con la regia di Simone Benmoussa. In tutti questi scritti e non solo in quelli che maggiormente hanno dato luogo a un intenso dibattito internazionale, si elabora un insieme di riflessioni relative all’interazione fra letteratura, filosofia, e politica, e interrogativi che, partendo dalle implicazioni e dalle dimensioni della differenza sessuale, mettono in gioco la costruzione dell’identità e della sessualità. Il 1977 è l’anno della pubblicazione presso le edizioni des femmes della traduzione francese di La passione secondo G.H. di Clarice Lispector, e la scoperta da parte di H.Cixous di questa autrice brasiliana cui dedicherà alcuni saggi e testi poetici (tra cui Vivre l’orange, 1979). La lettura di Lispector accompagnerà da allora la sua scrittura e quel lavoro di apprentissage à la lecture che porta avanti attraverso l’insegnamento. All’inizio degli anni ottanta il governo Barre sopprime il dottorato e il Centre d’Etudes féminines. Come reazione a questa soppressione si organizza una campagna internazionale di sostegno, situazione che per certi aspetti si ripeterà, benché non si arrivi ad una vera e propria cancellazione, nel 1995. Il dottorato ottiene nuovamente l’abilitazione con il governo socialista nel 1982.
All’inizio del decennio 1980 Ariane Mnouchkine le chiede di scrivere un testo per il Théâtre du Soleil. La pièce sarà L’Histoire terrible mais inachévée de Norodom Sianhouk roi du Cambodge, messa in scena nel 1985. La scrittura di quest’opera richiederà un lungo lavoro di documentazione nonché, per l’autrice, la ricerca di una forma di scrittura teatrale attraverso una stretta collaborazione con la compagnia. Nonostante le otto ore di spettacolo il pubblico risponde con entusiasmo e porta a un successo ancora maggiore l’opera successiva, L’Indiade ou l’Inde de leur rêves, messa in scena alla Cartoucherie nel 1987-88. Le due pièces segnano l’inizio di un impegno comune che continua ancora oggi e che, dopo essere passato per la scrittura del testo di La nuit miraculeuse (1989), film diretto da A. Mnouchkine e commissionato dall’Assemblée Nationale in occasione del bicentenario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, ha portato alla rappresentazione di La ville parjure ou le réveil des Erinyes (1994, anno che vede anche la messa in scena di L’Histoire (qu’on ne connaitra jamais), al Théâtre de la Ville, con la regia di Daniel Mesguish), alla collaborazione per la creazione collettiva dello spettacolo Et soudain des nuits d’éveil (1997) e infine a Tambours sur la digue, nella stagione 1999-2000. Attraverso il teatro Hélène Cixous persegue un lavoro sulla storia contemporanea, e sul rapporto tra teatro e storia, che accompagna e si interseca sempre di più con le fictions e la produzione saggistica. Quest’ultima è molto ampia e varia, ma articoli e conferenze sono stati raccolti solo in minima parte in due volumi in lingua francese pubblicati da des femmes, Entre l’écriture (1986), e L’heure de Clarice Lispector (1989), e in un volume in lingua inglese, Stigmata. Escaping texts (Routledge, 1998). Dato l’interesse che la sua opera suscita negli Stati Uniti, in Canada e in Inghilterra, vi tiene spesso conferenze e seminari e alcuni saggi vengono pubblicati esclusivamente in lingua inglese.
Nel 1990 viene invitata a tenere le Wellek Lectures, poi edite con il titolo Three steps on the ladder of writing (1993). Sempre negli USA escono anche, nei primi anni novanta, due raccolte di estratti dei seminari francesi, Reading with Clarice Lispector (1990) e Reading the poetics of Blanchot, Joyce, Kafka, Lispector, Tsvetaeva (1992), entrambi a cura di Verena Andermatt Conley. Il percorso letterario di Hélène Cixous prosegue dall’inizio degli anni ottanta ad oggi con la pubblicazione di Illa (1980), With ou l’art de l’innocence (1981), Limonade tout était si infini (1982), Le livre de Promethea (Gallimard, 1983), La bataille d’Arcachon (Québec, Trois, 1986), Manne aux Mandelstams aux Mandelas (1988), Jours de l’an (1990), L’ange au secret (1991), Déluge (1992), Beethoven à jamais (1993), La fiancée juive (1995), Messie (1996), OR les lettres de mon père (1997), Osnabrück (1999), in un esercizio di scrittura intenso e continuo che non è l’illustrazione di una posizione teorica o filosofica esplicita, ma è il suo spazio effettivo di invenzione e di pensiero.
Nel 1998 pubblica insieme a Jacques Derrida il volume dal titolo Voiles per l’editore Galilée – che ripropone così due testi scritti per la rivista “Contretemps” (2-3, 1997) – e da quell’anno, a seguito dell’interruzione delle pubblicazioni decisa da des femmes, pubblica presso questa casa editrice. L’incontro con Derrida data dai primi anni sessanta, e la lettura dell’opera derridiana costituisce un riferimento fondamentale per Hélène Cixous. Voiles, e i testi di Cixous e di Derrida pubblicati negli atti del convegno Lectures de la différence sexuelle (des femmes, 1994) hanno cominciato solo in anni recenti a rendere più visibile la ricchezza e la complessità di questo scambio.
All’inizio del 2000 è uscito Les rêveries de la femmes sauvages, una fiction che come altri più brevi testi recenti è dedicata all’Algeria. Del mese di settembre 2000 è invece Le jour où je n’étais pas là (Galilée), mentre in novembre 2000 è uscito il volume che raccoglie gli atti del convegno di Cerisy-La-Salle, Hélène Cixous: croisées d’une oeuvre tenutosi nell’estate del 1998. Nel 2001 l’autrice ha pubblicato un saggio dedicato a Jacques Derrida (Portrait de Jacques Derrida en Jeune Saint Juif, Galilée) e un’opera letteraria Benjamin à Montaigne. Il ne faut pas le dire (Galilée). Dell’anno successivo, infine, è il volume intitolato Manhattan (Galilée), l’ultima fiction finora pubblicata.

Edizioni italiane: Ritratto di Dora, trad. di Luisa Muraro, Milano, Feltrinelli, 1977; Celle qui écrit vit, “Nuova corrente”, 28, 1981 (in lingua francese); L’approccio di Clarice Lispector, trad. di Nadia Setti, “DWF”, 3, 1988; Il teatro del cuore, scelta di testi dedicati al teatro, trad. e cura di Nadia Setti, Parma, Pratiche, 1992; Sangue cattivo, trad. di Maria Nadotti del testo introduttivo a La ville parjure ou le réveil des Erinyes, “Lapis”, 31, 1996; Il riso della Medusa, trad. di Catia Rizzati, in Critiche femministe e teorie letterarie, a cura di R. Baccolini, M.G. Fabi, V. Fortunati, R. Monticelli, Bologna, CLUEB, 1997; Is a book a tomb?, (inedito in francese) trad. di Monica Fiorini, “Poetiche. Letteratura e altro”, 3, 1997; La venuta alla scrittura, trad. di Monica Fiorini, “Studi di Estetica”, 17, 1998; Lettera a Zohra Drif (bilingue), trad. di Nadia Setti, “Leggendaria”, 14, 1999; La mia Algeriance, “DWF”, 1, 1999; Tancredi continua e Apparizioni, trad. di Nadia Setti in Scritture del corpo. Hélène Cixous variazioni su un tema, a cura di Paola Bono, Roma, Sossella, 2000; Ostetriche crudeli, trad. di Monica Fiorini, «Autodafé – Rivista del parlamento internazionale degli scrittori», 1, 2000; L’ultimo quadro o il ritratto di Dio, trad. di Monica Fiorini per il catalogo della mostra Opere d’essere. Oeuvres d’être. Works of being, Roma, Temple University, ottobre-novembre 2000; Osnabruck, (fiction) trad. e cura di Monica Fiorini, Ferrara, Tufani, 2001.

(Una versione aggiornata al 2000 di questa bio-bibliografia è stata pubblicata in: Hélène Cixous, Esordi della scrittura, postfazione di Monica Fiorini, trad. e cura di Adriano Marchetti, Bologna, Il Capitello del Sole, 2001 (“Metáphrasis”, 6).

 

Narrativa

Le Prénom de Dieu. Grasset, 1967.
Dedans. Grasset. 1969. Riedizione, Des Femmes, 1986.
Le troisiéme corps. Grasset, 1970.
Les Commencements. Grasset, 1970. Riedizione, Des Femmes, 1999.
Un vrai Jardin. L’Herne, 1971. Riedizione, Des Femmes, 1999.
Neutre. Grasset, 1972. Riedizione, Des Femmes, 1999.
Tombe. Le Seuil, 1973.
Portrait du soleil. Deno?l, 1975. Riedizione, Des Femmes, 1999.
Révolutions pour plus d’un Faust. Le Seuil, 1975.
Souffles. Des Femmes, 1975. Riedizione, 1998.
La. Gallimard, 1976. Riedizione, Des Femmes, 1979.
Angst. Des femmes, 1976. Riedizione, 1998.
Préparatifs de noces au-delà de l’abîme. Des Femmes, 1978.
Vivre l’Orange. Des Femmes 1979. Ripubblicato in L’Heure de Claire Lispector, 1989.
Anankè. Des Femmes, 1979.
Illa. Des Femmes, 1980.
With, Ou l’art de l’innocence. Des Femmes, 1981.
Limonade tout était si infini. Des Femmes, 1982.
Le Livre de Promethea. Gallimard, 1983.
La Batailée d’Arcachon. Un conte. Laval, Québec: Trois, collection Topaze,1986.
Manne aux Mandelstams, aux Mandelas. Des Femmes, 1988.
Jours de l’an. Des Femmes 1990.
L’ange au secret. Des Femmes, 1992.
Déluge. Des Femmes, 1992.
Beethoven à jamais. Des Femmes, 1993.
La fiancée Juive. Des Femmes, 1995.
Messie. Des Femmes, 1996.
OR les lettres de mon pére. Des Femmes, 1997.
Voiles. (con Jacques Derrida), Galilée, 1998.
Osnabrück. Des Femmes, 1999.
Les rêveries de la femme sauvage. Galilée, 2000.
Le jour où je n’étais pas là. Galilée, 2000.
Benjamin à Montaigne. Galilée, 2001.

 

Teatro

La pupille. Cahiers Renaud-Barrault,1971.
Portrait de Dora. Des Femmes. Ripubblicato in teatro, 1986.
Le Nom d’Oedipe, Chant du corps interdit. libretto d’opera, musiche di Boucourechliev,Des Femmes, 1978.
La prise de l’école de Madhubaï. Avant-Scène, 1984.
L’Histoire terrible mais inachevée de Norodom Sihanouk, roi du Cambodge. Théâtre du Soleil, 1985.
Théâtre. Des Femmes, 1986.
L’Indiade ou l’Inde de leurs rêves. Théâtre du Soleil, 1987.
La nuit miraculeuse (coautrice Ariane Mnouchkine). Théâtre du Soleil, 1989.
On ne part pas, on ne revient pas. Des Femmes, 1991.
L’Histoire (qu’on ne connaître jamais). Des Femmes, 1994.
Voile Noire Voile Blanche / Black Sail White Sail. Bilingue, traduzione di Catherine A. F. MacGillivray, New Literary History (Printemps), Minnesota University Press, 1994.
La Ville parjure ou rèveil des Erinyes. Théâtre de Soleil, 1994.
Tambours sur la Digue.Théâtre du Soleil, 1999.
Rouen, la trentième Nuit de Mai 31, Galilée, 2001.

 

Saggi

L’exil de Joyce ou l’art du remplacement. Grasset, 1969.
Prénoms de personne. Le Seuil, 1974.
La Jeune née (coautrice Catherine Clément). U.G.E., 10/18, 1975.
Un K. Impompréhensible: Pierre Goldman. Christian Bourgeois, 1975.
La venue à l’écriture (coautrici Madeleine Gagnon e Annie Leclerc), U.G.E., 10/18. Ripubblicato in Entre l’écriture 1986 : 9-69, 1977.
L’heure de Claire Lispector. Des Femmes, 1989
Hélène Cixous, Photos de Racine. (coautrice Mireille Calle-Gruber), Des Femmes, 1994.

 

Testi in italiano

Ritratto di Dora. Traduzione di Luisa Muraro di Portrait de Dora, 1976, Feltrinelli, Milano, 1977.
« Celle qui écrit vit » in Nuova Corrente 28, 84: 159-172, 1981.
« L’Approccio di Clarice Lispector» traduzione di Nadia Setti di «L’approche de Clarice Lispector » 1979, Donna/Woman/Femme 7 : 35-45, 1988.
Il teatro del cuore. Traduzione di Nadia Setti, Pratiche, Parma, 1992.
«Sangue cattivo» traduzione di Maria Nadotti di «Nos Mauvais sangs», 1994, Lapis 31(settembre): 51, 1996.
«La venuta alla scrittura», traduzione di Monica Fiorini, Studi di estetica 17, 3 : 7-53, 1998.
«La mia Algeriance», traduzione di Nadia Setti, DWF 1 (41): 70-92, 1999.
«Lettera a Zohra Drif», bilingue, traduzione di Nadia Setti, Leggendaria 14(aprile):4-9, 1999.
«L’ultimo quadro o il ritratto di Dio», traduzione di Monica Fiorini, Temple Gallery, Temple University, Roma: 7-20, 2000.
«Esordi della scrittura», traduzione di Monica Fiorini, Metaphrasis, Bologna:7-26, 2000.
Osnabrück, traduzione di Monica Fiorini, Tufani, Ferrara, 2001.

 

Interviste in italiano

«Il sapere dell’altro», con Cecilia Gallotti e Roberta Gandolfi, Lapis 10 (dicembre), Milano: 29-34, 1990.
«La marionetta sublime», con Edda Melon e Nadia Setti, DWF 1(41):14-18, 1999.

Giovedì, 28 Settembre 2017 21:24

Cixous Hélène

Venerdì, 15 Maggio 2009 08:47

Osnabrück.

Traduzione e postfazione di Monica Fiorini

 

"E' partito già da molto tempo questo libro, all'inizio doveva risalire mia madre in tutti i sensi dalle sorgenti delle sorgenti fino alla foce, rispettando il suo corso multiplo e travolgente, perché è proprio da lei sembrar finire per cominciare o per cominciare non finire mai."

Parte da Osnabrück, la città natale della madre dell'autrice, quest'opera a lei dedicata, erratica e multiforme come la personalità travolgente e multipla della donna che vuole descrivere e celebrare.
Lo spazio del libro non è solo quello intimo, familiare, autobiografico ma si apre verso la scena della storia, al crocevia dei quattro continenti su cui poggia la storia della madre. Una scena più ampia, osservata attraverso il particolare minuto, quotidiano e come attraverso quel buco della serratura per il quale la madre bambina osservava andare, venire e ritornare un treno dopo l'altro in una stazione di una città tedesca dove ora non ci sono più ebrei.

 
 

Associazione Culturale Leggere Donna - Luciana Tufani Editrice
Via Ticchioni 38/1 - 44122 Ferrara | tel/fax 0532/53186 - e-mail luciana.tufani@gmail.com