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Anna M. Verna, Piera Vaglio Giors

Anna M. Verna, Piera Vaglio Giors

Anna Maria Verna, già docente di Storia delle Donne presso la Facoltà di Scienze Politiche di Torino, è autrice di numerose opere nel campo degli Women's Studies.
Nell'ambito di questo tipo di studi ha pubblicato: Donne e cultura, con un'intervista a Simone de Beauvoir (1977); Autonomie politique du féminisme italien in "Les Tempes Modernes" (1978); Patriarcato e potere nel pensiero politico di Thomas Hobbes e John Locke (1982); Jean-Jacques Rousseau o la noscita del "maternage" (1988); Alterità. Le metamorfosi del femminile da Platone a Lévinas (1990); Donne del Grand Siècle (1994); Simone Weil. La provocazione dell'intelligenza (1999) Sara Kofman: le seduzioni del doppio (2003); è autrice della voce "Patriarcato" in Glossario. Lessico della differenza (2007).

Piera Vaglio Giors è nata a Biella, insegna filosofia e storia presso il liceo scientifico di Cossato (BI) ed è cultrice della materia presso il dipartimento di Storia della Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università degli Studi di Torino. Ha pubblicato "Donne e uomini tra le righe: la configurazione sociale dei ruoli familiari nella pubblicistica d'elogio biellese di fine Ottocento" in Fumne. Storie di donne storie di Biella (1999); è autrice inoltre della voce "Cyberfemminismo" in Glossario. Lessico della differenza (2007).

Venerdì, 17 Luglio 2009 08:19

Utopia e femminismo

Dalla Città delle dame di Christine de Pisan e Tendre di Madeleine de Scudéry, attraverso Terradilei di Charlotte Perkins Gilman, fino a Whileaway di Joanna Russ, un viaggio attraverso mondi possibili immaginati da scrittrici utopiste.

Le utopie scritte da donne nascono in gran parte nell'alveo del pensiero e del movimento femminista, ne sono una delle espressioni come il femminismo stesso è una forma dell'utopia femminile.
Le utopie femministe e i progetti di modificazione del mondo non sono mai, contrariamente ai progetti di "società ideali" maschili, repressive e quando sono gerarchiche lo sono nel rispetto complessivo della libertà e dell'eguaglianza. Le donne dei movimenti, le intellettuali, le romanziere, le artiste che nel corso dei secoli hanno immaginato, nei loro scritti o nelle loro attività politica o in entrambe, mondi alternativi lo hanno fatto sentendosi parte di lotte collettive o di ribellioni individuali che si collegavano ad altre innumerevoli ribellioni individuali e hanno chiesto modificazioni concrete e possibili della condizione collettiva e individuale delle donne. 

 
 

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