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Mercoledì, 03 Giugno 2009 10:45

Storie inquiete e disorientate

Continuazione, ripresa - con modi sempre molto, e ancor più, personali - delle Confessioni di una piccola italiana (uscito anonimo in Italia ma firmato nelle traduzioni all'estero), questo libro traccia un disegno storico-sociologico della realtà femminile del primo e secondo dopoguerra, non sfuggendo dal dire i momenti dell'orrore e dell'ingiustizia, i giorni dell'ira, la cui evocazione è anzi potenziata dalla penna leggera, dall'ironia ineluttabile che struttura la poesia dell'autrice e la guida e conduce irresistibilmente.
 
Le Storie inquiete e disorientate di Giuliana Pistoso sono, come le definisce l'autrice, schegge della memoria che propone a lettrici e lettori, quasi a chiederne il senso che a lei sembra sfuggire. Un primo gruppo di racconti, accomunati sono il titolo A proposito di memoria storica, raccoglie episodi della prima guerra mondiale, di cui l'autrice ci tramanda il ricordo, della seconda, che invece ha vissuto di persona, e di un dopoguerra pesante per le donne della sua generazione quasi quanto la guerra stessa. Gli altri, raggruppati sotto il titolo Cose così, sono brani di un quotidiano visto e raccontato con ironia e leggerezza.
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Mercoledì, 27 Maggio 2009 09:28

Questa è la terra, non ancora il cielo.


"Nella foto da studio di tanti anni prima le sembrava che fosse celato l'inizio, lontanissimo certo, della sua storia, anche se poi di un inizio non si poteva parlare perché c'è sempre qualcosa prima di quel punto convenzionale, come c'è qualcosa dopo la fine, sicché a ben guardare le storie non hanno mai né principio né termine".

Più che un romanzo, è una saga familiare che spazia dall'Italia al Messico, dalla Russia alla Somalia alla California. Le narratrici seguono i membri di una famiglia che fuggono dalla famiglia (per inquietudine, per disgrazie e guerre, perché la famiglia soffoca la libertà e genera la follia), ma per bisogno di radici finiscono sempre per tornare. La famiglia è quella di sempre, feroce, dolcissima, immortale: la famiglia del primo Novecento, quando la saga ha inizio, della prima guerra, del fascismo, del colonialismo, della seconda guerra e quella dei giorni nostri. Si sente che sotto l'invenzione, a volte scatenata, delle due autrici che si caricano a vicenda, c'è un vissuto intenso e indimenticato. Le storie frammentarie che popolano la mitologia familiare, e sembra non vogliano saperne di morire, si snodano a grappolo, ognuna ne genera altre come le matrioske o le scatole cinesi. Le tessere mancanti sono spesso ritrovate, più spesso ancora sostituite con la fantasia che affolla insieme persone, luoghi, animali.

Pubblicato in Elledi
 
 

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