Le loro vite sembrano così definitivamente avviate verso un’arida routine, sennonché quella di lei nasconde un segreto, anzi due. Collocato l’inizio ai primi giorni di settembre 1873, la vicenda si chiude il giorno di Natale dello stesso anno, con un compimento allargato a tutte le microstorie che accompagnano quella principale.
Posto nell’orbita degli epigoni austeniani, il romanzo ammicca alla narrativa popolare di metà Ottocento indebitandosi con un Ohnet e un Feuillet nell’imitare, più che ricalcare, la grande tradizione anglo-francese e i suoi ingredienti tipici quali misteri, manieri, equivoci e fraintendimenti. Al riparo di un “frame” così consolidato l’autrice si muove con disinvoltura non esente da ironia nei risvolti della vicenda, nella costruzione dei dialoghi e nella caratterizzazione dei personaggi. Il risultato è quello di una storia avvincente che si legge, volendo, tutto d’un fiato.

