
Come dice di lei Elfriede Jelinek, sua ammiratrice, Elfriede Gerstl, grande poeta austriaca (1932 - 2009), scriveva con l'incorruttibilità di chi non ha nulla da perdere, perché in effetti tutto ha già perduto e quindi tutto ha già vinto.
Esistono, davvero, nella realtà e non solo nella letteratura, città magiche che sanno amare le persone e a Vienna appartiene Elfriede Gerstl, una grande, autentica poeta, che scriveva una “lingua tedesca” assolutamente originale, e profondamente legata al “dialetto” viennese, una figura aggraziata che la città di Vienna ha ricambiato di uguale affetto, riconoscendole il valore che le spetta nel panorama letterario del secondo dopoguerra. Perché Elfriede Gerstl era anche e soprattutto un’autrice ricca di intelligenza e di saggezza, che sapeva avvalersi dell’ironia per interporre un velo tra sé e il mondo, ma sapeva anche accostarsi alle cose, alle persone, alle parole con amore e con profonda saggezza.
Traduzione e postfazione di Monica Pavani
Traduzione e prefazione di Tina D'Agostini
Durante la sua breve vita, Annemarie Schwarzenbach viene chiamata l'angelo inconsolabile, l'angelo devastato. La fotografa Marianne Breslauer, che in seguito la ritrarrà così spesso, scattando delle fotografie indimenticabili, racconta così il suo primo incontro con lei: "se mi avessero detto che era l'arcangelo Gabriele e che mi trovavo davanti al paradiso, ci avrei creduto. Non sembrava né una donna né un uomo, ma un angelo, un arcangelo, così come io mi immagino un arcangelo". La grande viaggiatrice Ella Maillart, che intraprenderà un viaggio in Afghanistan con lei, vuole aiutarla a tutti i costi a uscire dalla droga e dalla tristezza, sentimento che lei assimila alla "tragica grandezza dell'androginia", come dice nel libro scritto sul loro viaggio, La via crudele; ma senza alcun esito.
Carson McCullers, invece, tormentata allo stesso modo, e follemente innamorata di Annemarie, troverà in lei una fonte di ispirazione e le dedicherà Riflessi in un occhio d'oro.
Grandissima è la tristezza che pervade l'animo di Annemarie e altrettanto grande il desiderio di trovare la felicità, il senso della vita. Eppure è bellissima, ricca, colta, affascina tutte e tutti, ma molti non comprendono la sua carica autodistruttiva, scaturita in buona parte dal suo fatale rapporto con la madre.
Annemarie è una donna molto amata, ma non è in grado di riamare. Erika Mann sarà sempre la pietra di paragone per qualsiasi donna cerchi un rapporto con lei, ma proprio Erika sarà l'unica a non darle quell'amore che desidera e che suscita.
Traduzione e postfazione di Emanuela Cavallaro
“Dio parla lingue straniere? Può capire gli stranieri? Oppure gli angeli siedono in cabine di cristallo e traducono?”
La favola del bambino che cuoce nella polenta viene raccontata alla piccola protagonista di questo romanzo per esorcizzare la sua paura più grande, per sostituire ogni volta che il terrore dilaga il suo incubo più minaccioso con uno ancora più spaventoso. E cosa può temere una bambina che con la sua famiglia vive una vita piena di avventure e di emozioni all’interno di un circo? Forse che la madre durante un’esibizione precipiti nel vuoto in cui ondeggia ogni sera. Forse che il padre rivolga quelle attenzioni troppo particolari non più solo alla sorella maggiore. O forse che il perpetuo girovagare da una città all’altra, da uno stato all’altro non abbia mai termine e che la casetta tanto sognata, in cui potersi finalmente fermare, non venga mai raggiunta.
La giovane protagonista osserva e riferisce con naturalezza e spontaneità le tragedie che si consumano nella sua vita, libera da toni moraleggianti e di condanna, ed affronta leggera temi come la morte, l’abbandono, la religione non senza una nota di mordace ironia, in una prosa semplice ed immediata, intensa e dirompente.
Traduzione e postfazione di Emanuela Cavallaro
Traduzione di Giorgia Sensi
Postfazione di Ornella De Zordo
L'intreccio di Lo scambio ruota attorno a un segreto la cui remota esistenza condiziona oscuramente fatti e situazioni. Il genere della detection innesta le sue riconoscibili strategie su quelle dominanti del romanzo storico e del romance, a produrre un ibrido narrativo che si conferma la cifra della scrittura di Michèle Roberts.
Traduzione e postfazione di Monica Pavani
Per Dora - che è su un treno che la porta in un paesino del sud d’Italia, al capezzale del padre morente - l’incontro con un uomo sconosciuto sembra essere l’avvenimento che cambierà la sua vita oppure, forse, “non è successo niente”
Mentre è in viaggio verso il padre morente, Dora incontra sul treno un uomo mai visto prima, Francesco, e, una volta che la corsa si arresta a causa di un suicida che si è buttato sui binari, decide di scendere a Prato dove vivrà con lui un’avventura amorosa a suo modo importante, di cui tuttavia non si intuisce la destinazione: finirà nel nulla o diventerà la storia della sua vita?
Non è certo un caso che la protagonista intraprenda un viaggio verso l’Italia meridionale, e per di più in treno. Ciò implica innanzitutto il passaggio repentino da una vita regolata e prevedibile al caso più imponderabile.
Su quel treno anche la narrazione subisce dei sussulti che la scuotono dal suo andamento lineare, mentre Dora sembra solo assistere e lasciarsi condurre verso qualcosa che sarà solo la vita a decidere.
Traduzione e postfazione di Tina D'Agostini
Poco alla volta emerge dal passato la storia, reale o immaginata, del tormentato legame tra due ragazze, una zingara e un'ebrea, unite dalla comune emarginazione.
All'arrivo di una nuova paziente, che le ricorda l'amica di un tempo, Anna, inserviente in un albergo-casa di cura svizzero, rivive il rapporto d'amore che l'ha legata a una compagna di collegio.
La vicenda ci viene rivelata per illuminazioni successive che un poco alla volta fanno intuire l'accaduto o più esattamente quella che la narratrice ritiene essere la verità di una storia in cui realtà e immaginazione, o incubo, si fondono, evocate con linguaggio crudo e forte.
Traduzione di Elisabetta Nones.
Postfazione e cura di Patrizia Villani.
In quasi tutti i racconti della presente raccolta (come nella precedente Punto, 1997), l'emigrazione è un fenomeno comune per i personaggi: esiliati, come in "Scarafaggi" o "Danza d'esilio", o che vorrebbero partire per lasciare una realtà senza sbocchi o che tornano occasionalmente o puntualmente in Giamaica.
La vita nelle isole viene descritta con amara ironia, con l'ambivalenza emotiva tipica delle passioni umane fondamentali, un amore/odio che tradisce la profondità dell'attaccamento alla propria terra e la nostalgia per i paesaggi, le persone, gli odori, i colori, e infine il cibo stesso, che nella sua tipicità e nella sua funzione materna di nutrimento, calore e condivisione rappresenta il legame più semplice e quotidiano con la tradizione e la famiglia.
Traduzione di Elisabetta Nones
Postfazione e cura di Giovanna Covi
Otto racconti di una scrittrice giamaicana che è tra i migliori giovani talenti della letteratura dei Caraibi. Storie in cui l'amara disillusione dei protagonisti è mitigata dall'ironia, mentre lo stile immediato e secco si accompagna a contenuti forti ed emotivamente coinvolgenti. A tenere le fila di una società frammentata sono i legami affettivi e a volte problematici tra i personaggi. Un libro che è un antidoto all'idea stereotipata e generica dei "tropici".
In una società in cui l'emigrazione è la norma, le famiglie hanno le composizioni più varie; a reggerle sono spesso nonne battagliere come Nonna Scottie, una nonna con la n maiuscola, che, nel racconto che dà il titolo alla raccolta, scambia un divertente epistolario con la nipote. Altre volte protagonisti sono giovani intellettuali benintenzionati ma velleitari oppure, spesso, bambine e bambini che rivivono con disincantata ingenuità la loro infanzia o che, con la loro imbarazzante presenza, mettono a disagio giovani e anziani che li circondano. Tante voci diverse che ci descrivono una società complessa e multiforme che non è né il paradiso delle vacanze esotiche che ti offrono, tutto compreso, anche il brivido della droga, né l'inferno del sottosviluppo e della corruzione politica.
Associazione Culturale Leggere Donna - Luciana Tufani Editrice
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