
Nata a New York nel 1848, ultimogenita di una famiglia che già vantava quattro figli maschi, Alice cresce in una grande famiglia. La vita in casa James, diretta dalla madre, è fortemente dominata dalla figura del padre, sognatore, scrittore di saggi. Henry James è convinto che nella vita bisogna essere qualcuno, ma è altrettanto certo che ad essere qualcuno sono chiamati solo gli uomini. Fu per questo motivo che, mentre curò moltissimo l’educazione dei figli, considerò irrilevante occuparsi di quella figlia, cui dovette bastare il sapere ammannito delle varie istitutrici che ebbe nell’infanzia. Alice trascorse un’infanzia sballottata da un albergo all’altro, da una nazione all’altra per assecondare le improvvise voglie di migrazione del padre perché ai figli voleva dare un’educazione all’europea. Alice, che aveva sei anni quando andò in Europa per la prima volta, non assaporò molto questa avventura; pure ne dovette essere attratta se vi fece ritorno da giovane donna assieme al fratello Henry e alla sorella della madre e infine vi si trasferì negli anni della maturità.
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Quando i James tornarono in patria, i fratelli maggiori si arruolarono e i gli altri due seguirono ognuno la propria strada lasciando indietro Alice. Alice era una giovane desiderosa di azione ma intrappolata nel ruolo che le era predestinato: sposa, madre.
A tredici anni, cominciò ad accusare i primi disturbi della sua malattia, nessuno ha compreso che questa era la sua risposta alla costrizione esterna. Alice ha la ventura di incontrare molti medici, di cui si invaghisce all’inizio, certa che le ridaranno la salute, ma che immancabilmente la deludono. Le sue cure si susseguono a New York, Boston e poi a Londra senza alcun successo. Dai tredici anni in poi, fino alla morte, soffre di misteriosi attacchi di cuore, di svenimenti, di paralisi alle gambe, di mal di testa e di mal di pancia che preoccupano tutta la famiglia e che nessuno riesce a combattere.
I malesseri aumentano in relazione alle partenze dei fratelli, alla morte del padre. Si riavvolge, allora, nelle pieghe del suo male, sempre più sola, finché non incontra, nel 1873, la forte, affettuosa Katherine, che le farà da madre, amica, governante e infermiera.
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Quando Alice e il fratello Henry vanno in Europa, nonostante i timori dei genitori, Henry lascia che Alice frequenti la società, i teatri, i musei, che giri per la città, faccia compere, che viva. E naturalmente, Alice non sta male. Ricadrà nei malesseri quando, sei mesi dopo il grand tour, ritornerà al tetto paterno. A Londra tornerà dopo la morte del padre, anche per essere vicina a Henry e qui riuscirà ad imporre la sua personalità, tenendo persino un salon. Gli anni la vedono costantemente tentata dall’idea del suicidio. Gioca con la morte per tutto il tempo; la immagina, ci scherza su, teme solo di non gustarla appieno, morendo nel sonno. La malattia e la morte sono l’espressione della sua competizione e della sua realizzazione. Per questo è così esultante quando un medico londinese le scopre un tumore al seno; qualcosa di concreto. Da quel momento in poi può davvero pregustare attimo per attimo l’incombente fine, osservare i cambiamenti anche minimi del proprio corpo e quelli negli atteggiamenti altrui. Con curiosità fra il morboso e lo scientifico si osserva e si descrive nell’ultima parte del suo diario. Neanche Henry sapeva che la sorella teneva un diario. Lo aveva cominciato il 31 maggio 1889 e lo continuò sino alla morte, il 4 marzo 1892.
Per circa quarant’anni Katherine tenne il manoscritto in un cassetto. Poi, nel 1933, lo affidò ad un nipote di Alice affinché finalmente lo facesse stampare. Il diario fu un grande successo. Due piccoli album, di circa duecento pagine l’uno. Scriveva sulle pagine dispari e a destra, riempiendo anche i margini; poi, quando era giunta alla fine del volumetto, lo capovolgeva e ricominciava a scrivere nelle pagine rimaste bianche. Un diario in cui annota quello che passa per la testa, le visite che riceve, commenta articoli di giornale, esprime opinioni politiche.
Paola Seveso
Opere e Biografie:
Il diario 1889-1892, La Tartaruga, a cura di Maria Antonietta Saracino, Milano 1985
URL Sito: http://en.wikipedia.org/wiki/Alice_James
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